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07. 05. 2021 19:27

La carica degli over 80: da domani al via le vaccinazioni anti-Covid per gli ottuagenari

Da domani parte la somministrazione dei vaccini anti-Covid agli anziani. Ecco come si muoverà la macchina organizzativa di Regione Lombardia

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Sono 726.000 gli ultraottantenni lombardi che potranno essere vaccinati a partire da domani, giovedì 18 febbraio, dopo aver manifestato la propria adesione da lunedì scorso attraverso i diversi canali messi a disposizione: il portale dedicato di Regione Lombardia vaccinazionicovid.servizirl.it, il proprio medico di famiglia o le farmacie.

Cronoprogramma. Per gli over 80 sono previste 18.000 somministrazioni da giovedì 18 febbraio, 54.000 dal 22 febbraio, 108.000 dal primo marzo, 138.000 dall’8 marzo, 138.000 dal 15 marzo, 138.000 dal 22 marzo e 132.000 dal 29 marzo. Dopo un intervallo di 21 giorni inizierà la somministrazione della seconda dose.

I vaccini Pfizer in virtù delle caratteristiche di conservazione (catena del freddo) saranno somministrati dai centri vaccinali di Ats e Asst come si è proceduto per i soggetti della fase 1 (operatori sanitari e amministrativi delle strutture ospedaliere pubbliche e private, ospiti e personale Rsa); quelli Moderna, più gestibili, potranno essere utilizzati per i soggetti “allettati” che saranno raggiunti direttamente al domicilio attraverso l’impiego di Usca, medici di famiglia o dell’Esercito.

Protezione Civile. Anche i volontari della Protezione Civile sono coinvolti in questa fase di vaccinazione. Per loro le somministrazioni verranno effettuate gradualmente, in base alla disponibilità dei vaccini, e dando la precedenza ai volontari già impegnati sul campo nel supporto al sistema sanitario, proseguendo fino al raggiungimento della copertura vaccinale totale dei volontari.

Accorgimenti. Le persone con 80 anni e più che non possono uscire di casa, perché allettate o in condizioni di grave infermità/invalidità potranno esprimere la volontà di aderire alla campagna vaccinale rivolgendosi al proprio medico di medicina generale, che resta il riferimento clinico e sanitario principale a cui rivolgersi.

L’adesione, infatti, potrà anche essere manifestata al medico curante da parte di un familiare o di un assistente della persona gravemente disabile che intenda vaccinarsi, purché munito di Tessera sanitaria del soggetto da vaccinare e un numero di cellulare o telefono fisso. In questi casi la somministrazione del vaccino avverrà direttamente al domicilio della persona allettata o in condizioni di grave infermità/invalidità da parte del medico di medicina generale con il supporto dei volontari della Protezione Civile, che assisteranno il professionista con veicoli attrezzati per il trasporto delle dosi vaccinali.

 

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