L’Ice Cheerleader Team non ha eguali. E non è un modo di dire.

 

La squadra di Sesto San Giovanni è ancora oggi, a quattro anni dalla nascita, la prima e unica non solo in Italia ma anche in Europa di questa disciplina che unisce le coreografie del classico cheerleading alla tecnica e ai movimenti del pattinaggio sul ghiaccio. La sua capitana e fondatrice, Anna Balducci, racconta da dove è nato il tutto: «Una sera, prima di un allenamento di pattinaggio artistico, ho visto un film sulle cheerleader americane e mi è venuta voglia di provarci, proponendolo alle mie compagne. Non pensavamo di arrivare dove siamo ora. È bellissimo».

Non vi sentite sole in questo panorama?
«Speriamo che questo movimento si allarghi. Se nascessero altri gruppi avremo la possibilità di confrontarci e fare gare, perché il cheerleading è anche questo».

E se le dico Milano-Cortina 2026?
«Le Olimpiadi sono il grande sogno. Sarebbe fantastico esibirci durante la cerimonia d’apertura. In generale penso che Milano-Cortina 2026 dovrebbe essere sfruttata per creare una federazione».

Come vive l’Ice Cheerleading Team?
«Ci alleniamo la domenica. Noi senior siamo in quattro e facciamo due ore prima a secco, con preparazione fisica ed elementi di cheerleading, poi abbiamo un’ora sul ghiaccio. Prepariamo le coreografie con la nostra insegnante, scegliamo la musica e poi collaboriamo tutte insieme per la creazione del numero».

Il ricordo che le è rimasto più impresso?
«In Gae Aulenti abbiamo fatto la nostra esibizione più bella. Al Villaggio delle Meraviglie non ci aspettavamo una pista così stretta e ci siamo dovute adeguare. Il pubblico ha risposto bene, piace quello che facciamo. Abbiamo bambine di quattro anni e adesso vorremmo introdurre la squadra delle mamme, così quando vengono a portare le figlie non si annoiano».

Se dico cheerleading, le persone pensano subito agli Stati Uniti…
«Abbiamo il sogno di andare in America per vedere come si allenano. Prendiamo spunto dai loro video anche se poi ci mettiamo qualcosa di nostro, di italiano, soprattutto nella parte espressiva».

E ragazzi per i sollevamenti?
«Speriamo che arrivino! Con loro sarebbero molto più semplici. In America ce ne sono tanti e sono dei mostri di bravura».

Noi, cheerleader d’Italia
Noi, cheerleader d’Italia