milano-cortina

Ogni atleta che pensa alle Olimpiadi estive ha in mente una sola città, un solo traguardo: Tokyo. L’anno di riferimento è il 2020, ma c’è anche chi alla capitale nipponica deve guardare in chiave presente. È Milano, co-candidata insieme a Cortina per i Giochi invernali del 2026. Domani c’è una tappa fondamentale davanti all’assemblea dei comitati olimpici, in programma proprio in Giappone. La squadra italiana sarà formata da un quintetto: il sindaco milanese Giuseppe Sala, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il numero uno del Coni Giovani Malagò, la coordinatrice Diana Bianchedi e la plurimedagliata atleta Arianna Fontana. Ci sarà anche Stoccolma, che dopo l’uscita di scena di Calgary è l’unica altra pretendente per ospitare la manifestazione a cinque cerchi.

L’IDEA • Davanti ai delegati, compito dei cinque rappresentanti italiani sarà quello di convincere la platea che ci sono ragioni migliori, nella candidatura nostrana, rispetto a quelle che potranno presentare gli svedesi. Milano-Cortina ha dalla sua un’impostazione nuova, affascinante. L’internazionalità della grande piazza si unisce al fascino del teatro di montagna, un luogo storico dello sci alpino mondiale come Cortina. Non c’è il sostegno del governo nazionale, a livello economico e di presenza. Sala e Zaia dovranno spingere (e lo faranno) sul tasto della potenza finanziaria di Lombardia e Veneto, chiamate eventualmente a sopperire in tema di fondi grazie anche all’intervento dei privati.

LE TAPPE • Non ci saranno altri incontri in cui poter esporre le proprie ragioni davanti a un’assemblea così ampia. Le prossime tappe in programma arriveranno in rapida serie fin dall’inizio del 2019. L’11 gennaio è la data ultima per la presentazione del fascicolo, nei due mesi successivi i membri della commissione di valutazione si presenteranno nuovamente sui luoghi deputati a ospitare gli eventi per uno stato dell’arte sull’avanzamento del progetto. Il 12 aprile è prevista la scadenza per la presentazione delle garanzie economiche, quindi si dovrà attendere giugno, quando a Losanna si svolgerà la sessione del Cio inizialmente prevista a settembre 2019 a Milano e poi anticipata e spostata di sede per non dare vantaggi all’Italia. Sarà quella, infatti, l’occasione in cui si deciderà a chi assegnare i Giochi 2026.

CONI-GOVERNO • Un successo diplomatico può servire molto a Malagò, impegnato in una battaglia con l’esecutivo nazionale riguardo a una riforma sullo sport che rischia di ridurre enormemente il potere decisionale del Coni. La buona notizia è che nemmeno Stoccolma potrà portare dalla sua l’argomento sul sostegno politico, nemmeno di quello locale. L’amministrazione comunale ha già fatto intendere che non vuole i Giochi, mentre il governo nazionale non è ancora nemmeno formato, dopo i tanti rinvii per l’incapacità di stabilire una maggioranza.

11 gennaio 2019
la data ultima per la presentazione del fascicolo per le candidate

12 aprile 2019
il termine per presentare le garanzie economiche

Giugno 2019
a Losanna la sessione del Cio deciderà a chi assegnare i Giochi 2026