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31. 10. 2020 02:29

As Rugby Milano dà il benvenuto al nuovo allenatore Moreno: «Grazie per avermi scelto e ora al lavoro tutti insieme»

L'AS Rugby Milano accoglie il nuovo allenatore Alejandro Cristian Moreno che ricoprirà anche il ruolo di direttore tecnico

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«Grazie di avermi scelto e ora al lavoro, tutti insieme», queste le prime parole di Alejandro Cristian Moreno, nuovo allenatore nonché direttore tecnico  dell’AS Rugby Milano all’incontro ufficiale con la prima squadra. «Sembra già uno di noi», si lascia sfuggire uno dei veterani del Club.

Tre domande al nuovo mister

Pilone, classe 1973, Moreno ha un curriculum di tutto rispetto: come giocatore nel Leicester Tigers, Perpignan, Calvisano, Leeds Carnegie e nelle Nazioniali argentina e italiana; come tecnico, in Inghilterra e in Argentina fino all’attuale stagione a Buenos Aires in qualità di coordinatore tecnico del Club Pucara.

«Sono molto felice di essere tornato in Italia – dichiara in esclusiva a Mi-Tomorrow – Ci tengo tantissimo, qui ci  sono le mie origini. Ringrazio l’Italia per avermi dato l’opportunità di continuare la mia carriera internazionale. Inoltre tengo tantissimo al rugby italiano che tanto mi ha dato quando ero giocatore. Ecco, porto a Milano l’esperienza di giocatore professionista e l’impegno di fare il 200% del mio meglio per il Club».

Conosce già il gioco della sua nuova squadra?

«Prima di arrivare ho visto partite della prima, della 16, della 18 e  della 14. Ho già lavorato con la cadetta e devo dire che c’è tantissimo potenziale. Mi ha colpito che sono tutti ragazzi formatisi qui, nel Club biancorosso, fantastico! Se fai crescere la base della piramide i risultati nel tempo non possono che arrivare, ancora meglio tra 10/15 anni».

Come vede la sua prima squadra?

«La vedo e la voglio con una mischia che fornisca palloni puliti nelle fonti di gioco (touche e mischia ordinate) e fare una salita ordinata per poter riconquistare possesso e velocità nel gioco indispensabili per il nuovo regolamento (imposto dal Covid-19, ndr) che ci obbliga a giocare in piedi».

Un nuovo gioco: una sfida nella sfida per un neo allenatore…

«Nell’intensità: loro sono bravi nel gioco alla mano. Dovranno lavorare di più sui dettagli, nella mischia, nella touche e nella ricezione a metà campo. Se riusciranno a pulire tutto ciò poi il gioco verrà da sé. I tre quarti sono veloci e hanno voglia di giocare. Dobbiamo chiudere la difesa e essere solidi nell’uno contro uno. Le nuove regole obbligano a giocare di più la palla. Il tempo per prepararci ce l’abbiamo, dobbiamo solo lavorare sodo tutti insieme».

In breve

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