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17. 06. 2021 01:39

La milanese Valentina Marchei, appesi i pattini al chiodo, sarà nel comitato organizzativo di Milano-Cortina 2026

La trentaquattrenne di Basiglio metterà al servizio del team della comunicazione i suoi 25 anni di esperienza sul pattinaggio sul ghiaccio: «Una nuova vita, la mia»

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«Quando i cinque cerchi ti entrano dentro, non puoi più farne a meno». Valentina Marchei è pronta per una nuova avventura, ma questa volta “dietro le quinte”.

La milanese Valentina Marchei, appesi i pattini al chiodo, sarà al servizio del comitato organizzativo di Milano-Cortina 2026

Si perché la milanese, appesi i pattini al chiodo dopo due Olimpiadi (Soci 2014 e Pyeongchang 2018) da protagonista, oltre a cinque titoli italiani nel singolo, farà parte del comitato organizzatore dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

Marchei, sensazioni nuove?
«Per me è un onore e privilegio far parte della macchina organizzativa. Poter parlare di Olimpiadi, vivere un’ennesima esperienza con un ottovolante di emozioni, diverse responsabilità, è davvero stimolante sotto tutti i punti di vista. Quando nel 2006 e 2010 ho mancato la qualifica olimpica, pensavo che non ci sarei mai andata… Invece il mio destino mi ha unito in maniera indissolubile ai cinque cerchi che ormai sono quasi una seconda pelle per me».

Crede che Milano saprà rendere giustizia alle Olimpiadi, fra oltre un lustro?
«I Giochi saranno un grande volano, non solo per Milano e Cortina, ma per tutta l’Italia. Sono qualcosa di straordinario, non solo a livello sportivo, che tutti devono vivere. L’olimpismo è una filosofia di vita: i suoi valori come il rispetto, l’eccellenza, l’amicizia sono applicabili nella vita di tutti i giorni. E poi lasceremo in eredità diverse strutture che saranno importanti non solo per gli atleti, ma anche per tutta la comunità».

Valentina Marchei Milano Cortina
Valentina Marchei Milano Cortina

Ha già pensato a che effetto potrà farle l’esserci, ma non sul ghiaccio?
«Nel 2026 avrei avuto 40 anni e quindi sarebbe stato impensabile continuare in pista. Sicuramente sarebbe stato un sogno. Alla fine il destino ha proprio voluto che la mia ultima gara fosse proprio a Milano, a marzo 2018, durante i Mondiali di figura. All’epoca non pensavo proprio al ritiro, ma a posteriori sono contenta sia andata così».

Le manca gareggiare?
«Per 25 anni è stato lo scopo della mia vita, ma adesso sono felice di questa mia nuova avventura: la mattina, quando mi sveglio, sento la stessa adrenalina di quando pattinavo. Questo mi fa capire che sono ancora al posto giusto».

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