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27. 09. 2021 06:23

Caso Suarez, ora Danielle Madam si racconta: «Io mi sento italiana al 100%»

Dopo il caso dell'esame di Suarez a Perugia, le parole dell'atleta della Bracco: «Va considerato anche chi non guadagna 10 milioni l'anno. Milano? È il mio sogno»

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Ha scelto il getto del peso. Per vincere, quando entra in gara, Danielle Madam deve lanciare più in là di ogni avversaria la sfera metallica che ha in mano.

Migliaia di like e condivisioni per lo sfogo di Danielle Madam: «Io mi sento italiana»

Una strada con poca notorietà e molta fatica, l’atletica. Un percorso che forma e modella, ti fa crescere. Se non diventi uno sportivo da grandi palcoscenici, destino comune alla maggioranza quando si prova ad entrare nell’imbuto dell’agonismo d’élite, è invece abbastanza certo che diventi donna. Alla Bracco Atletica, per cui Danielle gareggia, si allenano valori, quelli che davanti all’ingiustizia aumentano il senso di ribellione.

Chi è nato in Camerun ma da sedici anni vive in Italia, come la ventiquattrenne Danielle Madam, pavese di adozione, i fatti di Perugia e dell’ormai celebre caso Suarez li legge con ancor più sgomento. Se li riversa in un post sui social, può succedere che in tanti se ne accorgano, facendo sì che quel metaforico peso arrivi molto lontano.

«Ci sono extracomunitari di serie A (in tutti i sensi) ed extracomunitari di serie B, o meglio, c’è chi guadagna 10 milioni a stagione quindi “non glieli puoi far saltare perché non ha il B1″, e ci sono tanti giovani che come me hanno passato la maggior parte della loro vita qui, studiano o lavorano ma sono fantasmi per lo Stato», scrive. Un post virale, migliaia di like e condivisioni.

 Mai avuto un riscontro del genere?
«Assolutamente no. È stato uno sfogo, non pensavo avrebbe avuto questo risalto. Mi sono sorpresa vedendo che tante persone hanno capito il mio disagio, che è lo stesso di tanti ragazzi che si trovano nella mia situazione. Mi ha scritto gente da tutta Italia. C’è voluto questo caso affinché si capisse cosa sta accadendo».

Qual è la tua storia?
«Sono in Italia dall’età di 7 anni, quindi ne ho fatti 16 qui. Elementari, medie, superiori. Mi sto laureando in Comunicazione, Innovazione e Multimedialità a Pavia. E in tutto questo faccio atletica leggera, ho vinto cinque titoli nazionali nel getto del peso, l’ultimo l’anno scorso».

La tua giornata tipo?
«Esco di casa alle 7 del mattino e torno alle 8 di sera dividendomi tra università, gli allenamenti di atletica e il lavoro da baby sitter insieme a qualche altro che trovo e che mi serve per seguire il mio impegno sportivo».

Cosa sarebbe per te la Nazionale?
«Ho sempre voluto e sperato di poter indossare la maglia azzurra e per problemi burocratici non ho mai realizzato questo sogno. Anche per questo ero molto arrabbiata dopo aver letto della vicenda di Perugia. Ci sono indagini in corso e quelle diranno cosa è accaduto. Solo leggere che potrebbe essere avvenuto mi ha messo tristezza».

Che cosa ti ha dato maggiormente fastidio di questa vicenda?
«Il fatto che ci possa essere una disparità del genere. Vorrei fosse considerato anche chi non ha un contratto da dieci milioni di euro l’anno e merita la cittadinanza per requisiti».

Cosa pensi accadrà ora?
«Sono più che positiva sul fatto che questa vicenda sia servita per scoprire questo mondo di immigrati considerati ancora tali, stranieri che hanno molto più del requisito del B1 di italiano. Io farei veramente di tutto per essere considerata italiana. Come credo tutti quelli che sono nella mia situazione o che addirittura sono nati qui».

danielle madam
danielle madam

Quanto ti senti italiana?
«Al 100% perché penso in italiano, mangio italiano. Ho studiato storia, geografia, considero mia la vostra cultura».

Sei tesserata per la Bracco Atletica. Che rapporto hai con Milano?
«Mi alleno a San Donato tre volte a settimana. Ho un rapporto di familiarità con Milano. La amo, se non fosse per l’Università e il lavoro mi sarei già trasferita in città. La considero stupenda. Pavia è casa, ma il sogno è Milano».

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