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15. 04. 2021 06:08

I consigli di Andrea Castrignano: «La casa è come un biglietto da visita»

Con Andrea Castrignano, il futuro della casa e degli stili di vita: «Abituiamoci allo smart working e ricordiamo di eliminare il superfluo»

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È l’interior designer che ha fatto del tailor-made la propria filosofia professionale. Andrea Castrignano è fautore e divulgatore di una visione anglosassone dell’home decoration, assimilata durante il proprio percorso professionale, che lo ha portato ad essere anche un volto tv riconosciuto e apprezzato.

In questo periodo, con la casa che è tornata centripeta nella vita di tutti, la sua professione sta scoprendo una nuova dimensione.

 

Andrea Castrignano: «La casa è un biglietto da visita»

La quarantena forzata può averci fatto venire la voglia di cambiare?
«Credo che le persone, in questo lungo periodo, avranno sicuramente apprezzato maggiormente la propria casa. Molti hanno creato spazi dedicati anche allo smart working, c’è la voglia e la necessità di stare bene anche nelle proprie case».

Quanto incidono l’ordine e il disordine?
«Il primo cambiamento è mettere in ordine: eliminare il superfluo. Per ogni viaggio, un ricordo: nell’ordine si trovano spazi che prima non c’erano. Possiamo donare tante cose che non usiamo mai».

Ripenseremo alle nostre case in un modo diverso alla fine dell’isolamento?
«Sta cambiando il linguaggio della nostra vita, il prossimo anno passeremo sicuramente più tempo a casa. Non possiamo pensare che dal 1º giugno tornerà tutto come prima, sarà una dura prova. Non dobbiamo ricadere, ma non possiamo pensare di restare ancora casa».

Cosa suggerisce?
«Chi può farlo, stia a casa a lavorare. Le metrature sono importanti, ma la tecnologia ci assiste. In famiglia possono condividere lo stesso ambiente anche diverse persone. Ovviamente studieremo tante zone office, sarà una nuova tendenza per il benessere nel nostro futuro».

Come sta vivendo Milano in queste settimane?
«Sono oltre cinquanta giorni che non esco di casa, ho un bel terrazzo. Cerco di lavorare all’aperto, questo spazio mi ha aiutato a superare il periodo. Gli spazi all’aperto sono fondamentali, non dobbiamo trascurare i balconi».

Da quali elementi si può ripartire per un rinnovo del terrazzo?
«Ci sono tante aziende che se ne occupano, ci sono anche mobili rialzati. Non bisogna trascurare il pavimento, anche quando sembra sano. Lo stesso vale per il soffitto. Tutto il resto dev’essere abbinato successivamente».

Esiste una casa modello?
«La metratura ideale per una coppia è di 80 metri quadrati. Ci fai stare tutto, è un gioiellino. Cucina aperta, due bagni inclusa la lavanderia. Questa è la metratura perfetta, soprattutto a Milano dove i costi sono elevati. Suggerisco di comprare un grande appartamento e poi dividerlo con un amico o un vicino di casa. Spesso acquisti una casa senza sapere chi ti sta affianco».

Ha qualche aneddoto in merito?
«Casa dei sogni di un mio cliente, dopo due settimane mi chiama. La signora di sopra camminava con i tacchi di notte, questo fa riflettere sulla qualità della vita nella tua casa».

Il colore perfetto per una casa?
«Il grigio si presta a tutti gli altri colori, è una tonalità neutra. È difficile consigliare un colore, è soggettivo. È un fattore davvero molto personale».

Ha sviluppato qualche hobby in quarantena?
«Mi piace molto cucinare, lo sto facendo molto in questi giorni».

Meglio cucinotto o cucina a giorno?
«Sono un grande fan della cucina a vista, la preferisco per l’ospite. Con la cucina a vista, è molto più comodo e pratico. È anche meglio mettere in mostra l’arredo, secondo me. Non dobbiamo preoccuparci degli odori del momento».

Cosa pensa dell’architettura bioclimatica?
«Stiamo studiando tanti progetti, ma l’italiano fa fatica ad accettarlo. Sono case che ti permettono grandi risparmi energetici. Nelle zone del Trentino sono molto più propensi, ma stiamo arrivando anche qui».

La sedia perfetta per lo smart working?
«Dipende sempre dallo spazio che si ha in casa, consiglio di utilizzare la sedia che si ha attorno al tavolo. È inevitabile dedicare un budget importante alla sedia. È un dettaglio che fa la differenza. Si può anche laccare del colore che si vuole».

Qualcosa di cui non può fare a meno in una casa?
«Sono un designer molto funzionale, mi piace l’estetica ma anche la praticità. Non possono mancare uno sgabuzzino e un bagno per l’ospite fatto anche bene. Sono spazi necessari all’interno di una casa».

A livello di attività, è preoccupato?
«Sono una persona molto positiva, non sono così preoccupato per il nostro settore. La gente sogna di avere un luogo confortevole, torneremo all’attività di un tempo. C’è una grande risposta dagli italiani, secondo me. E non c’è bisogno per forza di un budget importante».

Che rapporto ha con i suoi clienti?
«Nella testa delle persone c’è molta confusione: io sono una linea guida. Parto da immagini che piacciono, sono spesso stili diversi e da lì inizio a studiare il progetto anche partendo dalla personalità. La casa è un biglietto da visita. Sto cercando di farlo anche online, in questo periodo».

C’è l’idea di tornare in TV?
«Sono molto grato a Cambio casa, cambio vita, avremmo festeggiato la decima edizione. Rimanderemo di un po’ la programmazione: su La5 ma anche sul mio blog si possono rivedere le edizioni del passato. Anche la rete manderà in onda diverse repliche, aspettiamo per completare gli ultimi dettagli della nuova serie. Mai avrei pensato di arrivare a dieci edizioni, dietro ci sono tante componenti».

Ha trovato in dieci anni un cliente particolarmente difficile da convincere?
«Quello che si vede in televisione è tutto accelerato, un cliente non dice sempre di sì. Il progetto è un parto, dobbiamo presentare tante opzioni e ipotesi diverse. Devo entrare nella testa delle persone. Il cliente dev’essere soddisfatto, sempre».

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