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03. 08. 2021 00:03

Fake news: l’A.S.S.T. Niguarda denuncia messaggi audio falsi sul coronavirus

Niguarda denuncia fake news alla Polizia: «indaghiamo con durezza»

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Ancora una volta fake news, ma questa volta i provvedimenti sono seri. «Interverremo con la massima serietà e durezza». Questo è l’intervento del procuratore aggiunto di Milano a capo del pool ambiente, salute, sicurezza, lavoro, Tiziana Siciliano, in relazione all’inchiesta che verrà aperta dalla Procura milanese sulla denuncia da parte del direttore generale dell’A.S.S.T. Niguarda di Milano che ha segnalato la circolazione, tramite i social network, di due messaggi audio contenenti fake news in merito all’emergenza sanitaria da coronavirus.

 

 

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E’ stato proprio il direttore generale del’A.S.S.T. Niguarda di Milano ad inviare la denuncia alla Polizia di Stato, segnalando alle autorità la circolazione su alcuni social network, di due messaggi audio falsi riferiti all’emergenza sanitaria da coronavirus.

Fake news. Il primo è un messaggio vocale, della durata di circa 5 minuti, registrato tramite Whatsapp da una sedicente cardiologa presso una terapia intensiva di Milano.
Secondo la ricostruzione della Questura, la donna si chiama Martina e nel suo messaggio riporta notizie circa la gestione dell’emergenza sanitaria da coronavirus all’interno dell’A.S.S.T. Niguarda, a suo parere «suscettibili di destare allarme sociale nei destinatari».

Secondo messaggio. E’ ancora ignoto, invece, l’artefice del secondo messaggio vocale della durata di circa 2 minuti. Anche in questo caso, l’autore riporta false notizie circa la gestione dell’emergenza sanitaria di questi giorni all’interno dell’A.S.S.T. Niguarda. Quest’ultimo audio era stato condiviso anche sui siti web di alcune testate giornalistiche sui loro.

Inchiesta. Nei giorni scorsi i procuratori aggiunti Siciliano e Fusco avevano già aperto un’altra inchiesta per diffusione di fake news atte a turbare l’ordine pubblico in relazione ad un audio che era circolato via WhatsApp, all’inizio dell’emergenza. Nel messaggio una donna incitava a fare la scorta, perché «Milano – diceva – finirà in quarantena». Proprio quel giorno abbiamo visto i supermercati ed i negozi di generi alimentari presi d’assalto. Il reato contestato prevede l’arresto fino a 3 mesi o la multa di 300 euro.

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