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23. 10. 2021 04:17

Galli, infettivologo del Sacco: «Il messaggio dei negazionisti è inadeguato. Non hanno basi scientifiche»

Galli: «Questo virus è ancora tra noi e non si abolisce per decreto. Quello lanciato da queste persone è un messaggio inadeguato, con elementi di evidente pericolosità»

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Più che l’incontro Covid-19 in Italia, tra informazione scienza e diritti, si dovrebbe parlare di un vero e proprio convegno di negazionisti del Covid. Dopo il discorso del tenore Andrea Bocelli, tra i presenti, l’onorevole Vittorio Sgarbi ha affermato che «Siamo stati ipnotizzati», mentre per il leader della Lega Matteo Salvini «Il saluto con il gomito è la fine della specie umana».

Galli, infettivologo del Sacco: «Il messaggio dei negazionisti è inadeguato. Non hanno basi scientifiche»

Precauzioni. A prendere parola è l’infettivologo dell’ospedale Luigi Sacco e professore ordinario di Malattie Infettive all’Università degli Studi di Milano, Massimo Galli: «Sono tutte affermazioni inadeguate. Nessuna di queste persone ha titolo per dare una opinione di tipo scientifico sull’attuale andamento dell’epidemia. Al contrario bisogna dire chiaramente che in Israele, per esempio, stanno per richiudere tutto dopo aver riaperto e in Catalogna ci sono problemi enormi. In Italia, nelle ultime settimane, abbiamo avuto vari focolai  che ci indicano che il virus c’è ancora, il che implica la necessità di avere le debite precauzioni per poter continuare a tenere tutto aperto. Le misure anti-contagio, dalla mascherina al distanziamento alle misure igieniche, vanno ribadite. Nei prossimi mesi bisognerà mantenere tutte le precauzioni indicate, almeno finché non avremo un segnale molto chiaro di assenza di nuovi casi. Sulla base dei dati scientifici, non posso che consigliare cautela e precauzioni».

Mascherine. Anche per Fabrizio Pregliasco, virologo della Statale, dobbiamo usare ancora la mascherina: «Penso che debba diventare un po’ come gli occhiali da sole, da portare con noi e usare quando serve, ovvero nei luoghi chiusi, affollati, e all’aperto quando non si può rispettare il distanziamento». Non sembra essere della stessa opinione Matteo Salvini che, durante l’incontro, ha rifiutato l’uso del dpi.

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