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31. 07. 2021 20:10

La solidarietà è in sgombero: il Collettivo Lambretta cacciato dallo stabile di via Edolo

I ragazzi delle Brigate Volontarie per l'Emergenza, dopo aver aiutato con la distribuzione delle spese alimentari per tutto il lockdown e oltre, verranno sgomberati dallo stabile di via Edolo

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Dopo l’annuncio di sgombero dello spazio autogestito di Cascina Torchiera in zona Certosa, oggi è la volta del Collettivo Lambretta, che attraverso la propria pagina Facebook fa sapere che è iniziata una procedura di sgombero dello stabile in Via Edolo 10.

Lo sgombero. L’edificio, che appartiene alla famiglia Pellegrini, è base operativa e magazzino della brigata Lena-Modotti, una delle Brigate Volontarie per l’Emergenza che con il coordinamento di Emergency e l’appoggio del Comune di Milano ha dato un fondamentale supporto alle famiglie in difficoltà durante i mesi di lockdown.

sgombero circolo lambretta

Da qui sono passati trecento giovani volontari, che hanno aiutato tra le 11.000 e le 15.000 famiglie in difficoltà: prima con le 700 spese alimentari e di medicinali, poi con il reperimento e la consegna di oltre 10.500 pacchi alimentari e di prima necessità, quindi con 10.000 pasti caldi distribuiti ai senzatetto in collaborazione con la le unità di strada della Croce Rossa Italiana-con il progetto “Drago verde”. A tutto ciò si aggiungono oltre  200 pacchi di libri e 20 computer portati a bambini segnalati dall’associazione Amici del Trotter per seguire le lezioni a distanza.

sgombero circolo lambretta

Il loro lavoro però non è terminato con la fine del lockdown: il programma è proseguire nella consegna dei pacchi alimentari per tutto il mese di agosto in quanto molte famiglie non potranno permettersi di andare in ferie. Così, neanche la solidarietà andrà in vacanza.

Lettera aperta. È stata diffusa stamattina attraverso i canali social del Collettivo Lambretta una lettera aperta alla città chiedendo l’instaurazione di un dialogo.

«Ciò che troviamo incredibile è che in un momento come questo – si legge -, con l’estate alle porte, una pandemia in corso e una crisi sociale incombente, lo sgombero del Lambretta sia una priorità per qualcuno. Le nostre priorità sono completamente diverse. Chi ci ha seguito in questi mesi conosce il ruolo che abbiamo giocato mentre la crisi sanitaria più grave dell’ultimo secolo colpiva la nostra città. Siamo state tra le prime a organizzarci, a uscire nelle strade a marzo quando c’erano solo le ambulanze in giro…. In questo momento continuiamo a dare beni di prima necessità a centinaia di famiglie ogni settimana, grazie al magazzino di Via Edolo 10. Abbiamo le forze e la disponibilità per farlo almeno fino a dicembre. Se il Lambretta venisse sgomberato, tutto questo finirebbe. Con questa lettera vogliamo dire alla proprietà, alle istituzioni e alla città tutta che siamo disponibili al dialogo. Non possiamo accettare che si ponga fine a tutto ciò che stiamo facendo. Chiediamo quindi di incontrare la proprietà e le istituzioni. Siamo sole e soli a combattere per un mondo più equo contro tutte e tutti? La solidarietà va sgomberata? Le istituzioni possono assumerselo?»

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