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04. 12. 2020 15:05

Galli: «I milanesi tendono a trasgredire»

Il professor Galli critica la mancanza di senso di responsabilità dei milanesi

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Il direttore del reparto di Malattie Infettive del Sacco Massimo Galli torna a fare il punto sull’attuale situazione epidemiologica. «Siamo come in guerra, sotto assedio. Lo si vuole capire?», ha dichiarato in un’intervista alla Voce di Rovigo.

Le dichiarazioni. Il virologo punta il dito contro la mancanza di responsabilità dei milanesi. «Se pensa che nei ristoranti di Milano – ha raccontato Galli – sono state organizzate ultime cene la sera prima del lockdown vuol dire che la gente non ha capito niente. La situazione non è grave, è gravissima. E le discussioni sui diversi colori stanno ormai diventando questioni di lana caprina dato che al virus è stato permesso di sfondare. Se a marzo c’era sconcerto ma comunque adesione e obbedienza alle regole, oggi assistiamo invece ad una pericolosa tendenza a trasgredire. Perché non è possibile che i cittadini, se i centri commerciali sono chiusi, si ammassino all’Ikea che invece può restare aperto a causa di norme poco chiare. Era inevitabile che la pandemia diventasse terreno di scontro politico. Ma oggi siamo alla frutta e non è più il momento di avere posizioni che possono indurre alla confusione».

Particolarmente critico anche nei confronti del ruolo degli amministratori locali. «In chiave di una forte collaborazione tra istituzioni – ha affermato ancora Galli -, le competenze locali avrebbero certamente portato ad un efficientamento dell’intero sistema. Invece abbiamo assistito al solito scaricabarile perché nessuno alla fine si è voluto prendere la responsabilità di scelte impopolari. Ripeto, siamo come in una guerra che deve essere gestita con poteri emergenziali. Bisogna però sapere fin da ora che dopo un eventuale lockdown nazionale non si potrà fare come l’estate passata. E questo non può essere oggetto di un tira e molla politico».

In breve

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