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Milano
30. 11. 2020 09:12

Milano, il 38enne arrestato per apologia dell’Isis: «Una sbandata. Ora penso su a mettere famiglia»

Nel colloquio davanti al Gip "Issa" Ferrara ha dichiarato che la vicinanza all'estremismo islamico fosse solo una "sbandata" di gioventù

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«Il Covid lo vuole Allah», era uno dei messaggi social diffusi da Nicola “Issa” Ferrara, il 38enne finito in manette mercoledì scorso per apologia ed istigazione all’Isis. Ciò nonostante, ieri durante l’interrogatorio del Gip ha affermato di aver preso una “sbandata” per l’Islam radicale anni fa, ma anche di aver ormai abbandonato da tempo certe teorie.

Viaggi sospetti. Durante il colloquio con il Gip è stato chiesto di spiegare ad “Issa” Ferrara i suoi numerosi viaggi in Arabia negli ultimi mesi. Lui si è giustificato affermando che i numerosi spostamenti era dovuti alla volontà di imparare l’arabo e cercare lavoro. Durante l’ultimo viaggio avrebbe anche conosciuto su Internet una ragazza somala con cui è convogliato a nozze con rito islamico. Quindi al momento il suo obiettivo sarebbe semplicemente «mettere la testa a posto».

Inoltre conferma di non aver mai preso contatto con soggetti vicini ad organizzazioni terroristiche.

La conversione.  L’inizio della radicalizzazione – secondo il suo racconto – è stato tra il 2012 e il 2013 quando faceva lavori saltuari e frequentava il centro sociale Leoncavallo, dove spesso “beveva e fumava”. Proprio li’ avrebbe conosciuto Ghassen Hammami, attualmente detenuto al carcere di Rossano Calabro per una vicenda di terrorismo. Erano rimasti in contatto anche durante gli anni della carcerazione, ma poi «aveva deciso di allontanarsi perché  troppo estremista».

 

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