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23. 01. 2021 05:25

Milano rischia di restare senza musica nel 2021

Un futuro sempre più incerto per le discoteche. I possibili scenari per il 2021

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«Milano rischia di spegnere la musica nel 2021: una discoteca su due potrebbe definitivamente chiudere», ad affermarlo senza mezzi termini Maurizio Pasca, presidente del sindacato nazionale Locali da ballo (Silb). Nell’ultimo Decreto Agosto sembra che la chiusura delle discoteche sarà ancora prorogata fino a data da definirsi. Al momento gli unici locali in cui è consentito il ballo sono quelli all’aperto.

Un settore in piena crisi. «Nel capoluogo lombardo sette sale su dieci non hanno spazi esterni – prosegue Pasca -. E quelle sono ferme da febbraio. Le altre, se hanno potuto adattare il servizio grazie ai tavolini fuori, pur di lavorare dopo mesi di incasso zero hanno sacrificato la pista da ballo e i concerti. Ma fanno comunque solo il 15-20 per cento del fatturato rispetto all’anno scorso».

I vari operatori continuano a non avere speranza per il futuro. Anzi resta loro solo la preoccupazione per una risalita dei contagi che metterebbe definitivamente la parola fine sulle loro attività. «Non ci sono aiuti né certezze, solo timori per la possibilità di una nuova ondata di contagi retaggio dell’estate — racconta Lorenzo Citterio, uno dei gestori dell’Alcatraz —. Abbiamo partecipato alla crescita di Milano e adesso siamo gli ultimi a cui pensare? Non ci danno le regole per poter riaprire, eppure molti di noi potrebbero garantire elevatissimi coefficienti di ricambio dell’aria e un controllo rigoroso delle mascherine».

Tuttavia anche chi può usufruire di spazi all’aperto non se la passa benissimo. «Hollywood e The Club sono fermi senza prospettive – afferma Alberto Baldicchini, titolare di alcuni del locali più famosi di Milano -. Al Just Cavalli e al The Beach in via Corelli abbiamo potuto organizzare la cena con musica dal vivo, ma facciamo il 15 per cento degli incassi».

C’è chi dice no.  Così la lista dei locali che hanno abbassato per sempre le serrande si allunga sempre più: Blues house, Bobino, Ohibò, solo per citarne alcuni. In questa landa senza prospettive c’è però chi si aggrappa con le unghie ad un possibile futuro.

«Teniamo aperto tutto agosto, anche al lunedì», afferma Luca Locatelli dello Spirit di Milano che tira dritto pieno di inventiva, con tavolini in più ed esterno rivoluzionato. Non molla neanche la Balera dell’Ortica. Cenando si ascolta swing e si canta al karaoke, e i gestori Antonio di Furia e Pino Tuscano annunciano resistenza a oltranza: «I clienti si stanno abituando alle nuove formule — dicono —. Cerchiamo di vivere questo momento come un’opportunità. Non ci arrendiamo».

 

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