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24. 07. 2021 00:37

Sanremo 2021, ultima serata da 1 a 10: viva i Måneskin, viva Fiorello. E, in borghese, Lauro è più libero che nei suoi quadri

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La quinta serata di Sanremo 2021 rivista dai nostri giudizi: tanto da raccontare, tanto da rivedere nell’ultimo segmento del Festival numero settantuno. Ma, come sempre, i voti del sabato sono anche l’occasione per una rassegna conclusiva sulla kermesse.

1 all’orario dell’esibizione di Gaudiano
C’era una volta l’esibizione del vincitore della categoria Giovani in testa alla serata finale del Festival. Ieri il povero Gaudiano si è esibito attorno alle due di notte. Certo, una buona platea da almeno tre milioni di spettatori non sarà mancata, ma perché relegarlo a quell’ora?

2 alle polemiche dei colleghi a Sanremo
Non c’è pandemia che tenga: in presenza o da remoto la nostra categoria si fa sempre sentire. A volte fin troppo. A volte inutilmente. Si chiede (sempre) che i risultati arrivino prima a chi ha le edizioni dei giornali da chiudere, si arriva al compromesso dell’embargo. E puntualmente si viola. Solito film.

3 al Codacons
Basta, ma davvero. Con la verifica chiesta alla Rai per l’appello pro Fedez e Francesca Michielin di Chiara Ferragni si rasenta il ridicolo e, oltretutto, si colpisce l’intelligenza di coloro che – scientemente – hanno deciso di assecondare il messaggio in questo caso della Ferragni spendendo i propri soldi per il televoto.

4 agli stilisti del Festival
Paillette, conchiglie, veli da sposa. E ancora nude look, infagottamenti e zampilli di sangue. Se è vero che Sanremo è il segno dei tempi anche nella moda che veicola, non dimentichiamoci mai che quel palco merita rispetto. A partire dalle mise che lo animano.

5 a Zlatan Ibrahimovic
Partito alla volta della Riviera fra mille polemiche, visto l’impegno inedito per un calciatore del suo livello, il buon Zlatan si è sgonfiato sera dopo sera, recuperando hype solo in occasione dell’ormai celebre viaggio in moto. Peccato: il personaggio macchiettistico che gli è stato costruito intorno non gli ha fatto giustizia.

Amadeus, Fiorello e Ibrahimovic a Sanremo 2021

6 ad Achille Lauro
Già visto e a tratti ripetitivo nei suoi quadri, Achille Lauro mostra forse il meglio di sé al fianco di Amadeus vestito in borghese. Un ragazzo con la testa sulle spalle e le idee più chiare e meno eversive di quanto si possa pensare. La libertà è multiforme: l’importante è non perdere mai la propria (vera) identità.

7 ad Amadeus
Era difficile e lo sapeva. Avrebbe risentito negli ascolti: sapeva anche questo. Forse non si aspettava un accanimento così – spesso strumentalizzato – e si augurava che ogni “settore” del Festival potesse contribuire nel far gioco di squadra come nel 2020. Ne esce comunque indenne: la sua professionalità è intoccabile.

8 ai Maneskin
Un’operazione di rilancio perfetta negli scorsi mesi, un pezzo che non ha guardato in faccia nessuno, quello che ci ha maggiormente risvegliati in quest’anno bastardo. L’ascesa dei Maneskin ricorda, in parte, quella di Diodato. Il plus è l’endorsement del pomeriggio di ieri, firmato Vasco Rossi. E all’Eurovision ci divertiremo.

9 a Ornella Vanoni
Eterna. E non è una novità. Ornella Vanoni ha una libertà, una lucidità e un’onestà intellettuale da far invidia a chiunque. E attenzione: artisticamente non propone solo il repertorio, ma enfatizza anche il lavoro recente ricordandoci che l’arte non ha età.

10 a Fiorello
Resto convinto che sia stato lui a far capire ad Amadeus che non sarebbe stato il caso di ritrovarsi nuovamente il prossimo anno. Ma non cambia nulla di tutto quello che Fiorello ha rappresentato per questo Festival: si è dato anima, corpo, sangue, tutto. E, a 61 anni, è sempre un fottuto genio.

Amadeus e Fiorello a Sanremo 2021

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