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18. 05. 2021 22:42

Dj Provenzano si racconta: «La storia non si cancella»

Da Roma a Milano, Provenzano Dj “rivendica” i (quasi) vent’anni di m2o: «Nel suo Dna c’è anche il mio nome, questo non si può cambiare»

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Amerigo Provenzano ha trascorso più di 15 anni a RDS, 17 a m2o, insegnato all’Università della Musica di Roma, realizzato remix per i dj più importanti del mondo e decine di compilation di musica dance. Insomma, c’è chi lo ama – a partire dal suo essere senza peli sulla lingua, fresco cinquantenne – e chi mente.

Qual è stata la più grande soddisfazione della tua carriera?
«Sicuramente essere diventato l’uomo che sono e aver raggiunto questi traguardi, senza mai perdere la dignità».

Hai partecipato al programma in live streaming su Twitch La musica non si ferma. Che idea ti sei fatto di questa tipologia di piattaforme?
«Penso che in futuro sarà l’ordine del giorno. E probabilmente si pagherà un biglietto per assistervi. I grandi festival di musica elettronica si organizzavano in questo modo già prima del Covid. La vera differenza è che, allo stato attuale, siamo costretti a farlo».

Che importanza ha la radio in questo periodo?
«Credo che sia la radio che la tv ne stiano risentendo. Quello della radio è un mondo che resta interessante, ma non so quale futuro possa avere. Senz’altro non incoraggiante, visto che devo ancora cercare di non perdere il segnale quando sono in macchina».

Radio m2o ha compiuto due anni. Tu sui social hai scritto: «m2o since 2002. La storia si può leggere, interpretare, studiare, ma non si può cancellare. Proprio come è impossibile nascondere presunzione ed arroganza». Che è successo?
«Dovresti chiederlo a chi pensa di cambiare impunemente la data di nascita di un’emittente che non ha cambiato né nome né format e che fa parte sempre dello stesso gruppo editoriale. La presunzione è un atteggiamento profondo attraverso cui c’è chi crede di aver inventato non solo la radio, ma anche l’elettricità. Nel Dna di m2o c’è il mio nome e quello di altre persone. I nuovi gestori possono cambiare tutto quello che vogliono, ma questo non potranno cambiarlo mai».

Da un pò di tempo ti sei trasferito da Roma a Milano. Cosa è cambiato?
«Devo dire che vivere a Milano è completamente diverso. Ed è anche molto più gestibile rispetto a Roma. Si riesce ad organizzarsi meglio, senza doversi preoccupare di come raggiungere un posto specifico della città. In questo periodo ho la percezione che Milano stia facendo un ulteriore salto in avanti a livello edilizio. Tra skyline e verde in aumento, a volte ho la percezione di trovarmi a New York».

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