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20. 09. 2021 04:56

Mario Biondi festeggia 50 anni con un nuovo album: «Accorgiamoci di ciò che abbiamo»

Mario Biondi presenta Dare: «Fa parte della mia politica di vita: donarmi e non lamentarmi»

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Cinquant’anni. Tempo di bilanci?

«Li faccio spesso. Sono tendenzialmente molto autocritico, forse il peggiore detrattore di me stesso. Il 2020 è stato un anno sabbatico e riflessivo un po’ per tutti, personalmente mi ha dato l’occasione di misurarmi molto di più con i componenti della mia famiglia. Il bilancio è positivo, malgrado io mi accorga che il dare tanto rappresenti un grande dispendio, ma fa parte della mia politica di vita».

Un concetto doppiamente espresso anche attraverso il titolo dell’album.

«Ho trovato una grande sincronia tra i significati delle due parole, dall’inglese all’italiano. Donare è un atto di grande curiosità, coraggio e forza. Di conseguenza, si rischia di “osare” tanto per “dare”».

Con quale spirito stai vivendo l’astinenza dai live?

«Covid permettendo, sono in programma due concerti già in precedenza rinviati, il 14 marzo all’Auditorium Parco della Musica di Roma e il 16 marzo al Teatro degli Arcimboldi di Milano. Non mi è mai capitato uno stop così lungo, in trentacinque anni ho lavorato e suonato un po’ ovunque, ma non mi sono mai fermato per più di una settimana».

Appartieni anche tu alla scuola di pensiero di chi sostiene che non si sia fatto abbastanza per tutelare i lavoratori dello spettacolo?

«Credo che di critiche ne siano state mosse così tante che, qualsiasi cosa io possa dire in questo momento, potrebbe essere solo una ripetizione. Sono dispiaciuto per la nostra categoria, in modo particolare per l’indotto, per chi ha passato difficoltà nell’ultimo anno. Eppure qualcosa è stato fatto. È vero, non abbiamo lavorato, ma in molti hanno ricevuto denaro. Non capisco perchè tendiamo sempre a lamentarci, questa cosa non fa bene».

Quale pensi potrebbe essere la soluzione?

«Facciamo quello che possiamo, diamoci da fare in maniera diversa. Poi, ovviamente, quando c’è bisogno di aiuto alziamo la mano e chiediamo sostegno a chi ci è vicino, ma non con la pretesa di ricevere, oppure lamentandoci in continuazione. Dai periodi difficili possono nascere grandi forze, grandi propensioni, grandi ispirazioni. Non voglio entrare nella mentalità del “guarda chi sta peggio di te” però, ogni tanto, accorgiamoci di ciò che abbiamo».

 

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