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22. 10. 2021 16:29

Milano, le Comunali si giocano anche sul tema della maternità: posizioni a confronto

La conciliazione dei tempi famiglia-lavoro è tra i temi del futuro della città: posizioni a confronto anche un vista della campagna elettorale

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La festa della mamma è l’occasione per considerare come le istituzioni stiano lavorando per agevolare le maternità. Dalle interviste rilasciate da due consigliere comunali, collocate su posizioni politiche molto distanti, emerge che c’è molto da fare ma anche una comune volontà che va oltre gli schieramenti.

Molteni, Lega: «Sostenere la maternità»

Sul tema assicura di essere ipersensibile al punto da avere lasciato una traccia in ogni assemblea di cui ha fatto parte. Laura Molteni, consigliere comunale, esponente storico della Lega, racconta a Mi-Tomorrow il suo impegno a favore delle maternità.

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Partiamo da quello svolto in consiglio comunale.
«Nel 2019, grazie a due miei emendamenti, è stato inserito nel Piano di sviluppo del welfare della città di Milano il capitolo sui genitori separati».

Cosa prevede?
«Una serie di servizi come il supporto psicologico, l’orientamento legale e l’accesso temporaneo agli alloggi. Oltre a questa iniziativa voglio ricordare un mio emendamento al bilancio 2019 che stabilisce servizi per i genitori separati e un ordine del giorno del 2021 che, tra le altre cose, fissa un supporto economico alla bigenitorialità».

Misure che segnalano le difficoltà di essere genitori al giorno d’oggi.
«Purtroppo è così, essere a madre a Milano è molto impegnativo, in particolare la conciliazione tra lavoro e famiglia».

Cosa possono fare gli enti pubblici?
«Sviluppare le politiche per la famiglia, come sta facendo la Regione con i 42 milioni stanziati per sostenere le famiglie in difficoltà di iscrivere i figli ai nidi, oppure con la dote scuola e le agevolazioni per i trasporti».

Cosa mette di più in difficoltà le madri?
«La poliedricità dei ruoli: una donna è al tempo stesso madre, moglie, si occupa della famiglia, dei parenti anziani e lavora. Su quest’ultimo tema sono preoccupata della fine del blocco dei licenziamenti da parte del governo e delle aziende che nel frattempo hanno chiuso».

Sono a rischio le donne?
«Spero di no, non vorrei che ci tocchi pagare il prezzo più alto: la tragedia assurda di Prato ci ricorda quali rischi corrono le donne».

Si candida alle prossime comunali?
«Il mio impegno sul territorio c’è sempre».

Ci sarà spazio in campagna elettorale per la tutela della maternità?
«Da parte mia certamente, mi auguro che negli altri partiti emerga una sensibilità su questo tema come si è già verificato su altre mie iniziative in consiglio».

Pirovano, Milano Progressista: «Più nidi e congedi di paternità»

Nel 2016 è arrivata a presentarsi a Palazzo Marino con la figlia di 8 mesi: un gesto che ha reso di dominio pubblico le difficoltà che incontra una madre in questa città. Anita Pirovano, consigliere di Milano Progressista, spiega a Mi-Tomorrow quali politiche bisogna adottare per migliorare la vita delle mamme.

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E’ ancora difficile essere madri a Milano?
«Lo è perché i servizi, nonostante siano tra i migliori d’Italia, non sono sufficienti».

Dove andrebbero potenziati?
«Gli accessi ai nidi non sono adeguati, lo dico specificando che sono garantiti al 70 per cento contro una media nazionale del 24».

Bisognerebbe puntare di più sui nidi aziendali?
«Non direi perché il mondo del lavoro è molto frammentato, i nidi aziendali sono applicabili con successo solo in poche realtà».

Allora cosa propone?
«Bisogna fare una rivoluzione copernicana, i nidi devono essere considerati un investimento non un costo. Al tempo stesso il Comune deve impegnarsi affinchè le madri, al contrario di quanto accade con numeri molto alti, non siano costrette a lasciare il lavoro».

Può bastare per sostenere le madri?
«No, sono necessarie altre due politiche. La prima riguarda la condivisione dei compiti all’interno della coppia».

In che modo si può realizzare?
«Con un lavoro culturale da parte delle istituzioni, iniziando dalle cose più banali, ad esempio collocando i fasciatoi anche nel bagno degli uomini, poi facendo passare con forza il messaggio del congedo parentale».

Qual è l’altro punto?
«E’ quello fondamentale: lavorare per la città dei 15 minuti, ovvero i servizi a pochi passi da casa: in questa nuova realtà vanno promosse le case di quartiere».

Di cosa si tratta?
«Ho proposto queste strutture come luogo di incontro, di educazione e di erogazione di servizi nei quartieri».

E’ un progetto per il prossimo mandato?
«Nel Municipio 8 esistono già».

Si ricandida?
«Sarò nella lista Sala e proseguirò il mio impegno per sostenere il ruolo delle donne a tutti i livelli: coloro che scelgono la maternità devono essere aiutate con un sostegno alla famiglia, cambiando il ruolo degli uomini».

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