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19. 09. 2021 19:19

Comunali, si accende la corsa per Palazzo Marino: parola ai veterani

Grandi manovre intorno alle candidature per il prossimo consiglio comunale, a destra e a sinistra

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Dopo che Basilio Rizzo, il decano di Palazzo Marino, ha deciso di non ricandidarsi sono Carlo Monguzzi e Riccardo De Corato, entrambi classe 1951, i veterani in consiglio. Un altro mandato per loro è incerto, ci sono questioni politiche e anche personali alla base delle loro decisioni. Tra qualche mese sapremo se saranno ancora protagonisti.

De Corato, FDI: «Ci sono, Milano è la mia vita»

E’ entrato in Consiglio comunale nell’85 quando era sindaco Carlo Tognoli, la sua lunga permanenza sembrava finita nel 2016 quando non venne eletto ma lo scorso gennaio ha fatto il suo rientro al posto del dimissionario Parisi. Riccardo De Corato ha un feeling particolare con Palazzo Marino che, confessa a Mi-Tomorrow, vorrebbe non interrompere.

riccardo de corato

Com’è stato il suo rientro in Comune?
«Sono stato accolto bene dall’opposizione, non posso dire la stessa per la maggioranza che ha mostrato un certo fastidio».

Per quale motivo?
«Per la mia appartenenza alle giunte che hanno governato Milano prima del centrosinistra. Anche Sala ha fatto qualche sparata su di me: secondo lui sarei dovuto restare zitto in quanto assessore in Regione, gli ho fatto presente che parlare è un mio diritto costituzionale».

Lei ha conosciuto Sala, che rapporto ha avuto?
«L’ho conosciuto quando era direttore generale del Comune, chi si sarebbe aspettato che avrebbe fatto il sindaco? Comunque avevo buoni rapporti con lui, ha sempre fatto il suo dovere».

Come giudica il suo operato da sindaco?
«Milano è diventata irriconoscibile, non c’è sicurezza, solo abbandono, basta fare un giro in Stazione Centrale per non parlare delle periferie».

Sala è considerato il sindaco della rinascita della città.
«Parliamo di una rinascita grazie a Expo? L’Esposizione è stata ottenuta grazie alla Moratti che ha viaggiato per il mondo a spese sue, se aspettavamo la sinistra non l’avremmo mai avuta. Vogliamo parlare dei nuovi quartieri?».

Prego.
«Porta Nuova, Santa Giulia, Citylife sono tutti opera nostra, io ricordo i comitati di Milly Moratti che ci facevano gli esposti contro: la verità è che Sala non ha realizzato niente».

Cosa pensa di fare per le prossime elezioni?
«Sono l’ultimo vicesindaco di centrodestra, ne parlerò con la Meloni, sono pronto a ricandidarmi».

Non è stanco del Comune?
«Assolutamente no, Milano è la mia vita».

Come vede il centrodestra?
«Non abbiamo ancora il candidato sindaco, dobbiamo trovare una persona conosciuta e fare una campagna elettorale con decisione: sarà dura».

Monguzzi, PD: «Indeciso e deluso dal centrosinistra»

Dieci anni a Palazzo Marino preceduti da 20 in Consiglio regionale. Carlo Monguzzi, anima storica dell’ambientalismo milanese, esponente del Pd, medita se tentare la terza esperienza a Palazzo Marino, a Mi-Tomorrow esprime dubbi e speranze.

Monguzzi
Monguzzi

Sta finendo il suo secondo mandato, qual è il bilancio?
«Pisapia e Sala hanno lavorato benissimo ma ci sono contraddizioni aperte: le povertà, la maggiore attenzione alle periferie, i trasporti pubblici, questioni su cui siamo a metà strada».

Non possiamo non parlare dell’ambiente.
«E’ la nota dolente, le questioni ambientali ci hanno visti impegnati in totale buona fede, le realizzazioni sono andate drammaticamente a rilento».

Colpa del Covid?
«No, quello che si può fare è indipendente del Covid».

Sembra un po’ deluso…
«Sono un ipercritico e so bene che siamo invidiati da tutti, la verità è che a Milano siamo abituati bene. Il punto è che i dati delle centraline dicono che se non c’è vento sale lo smog».

La sensibilità verso l’ambiente è cresciuta molto in questi anni.
«Il termine green lo usano tutti ma c’è il rischio che si arrivi all’assuefazione della gente se non proprio al rigetto».

Quale impatto hanno avuto Area C e B?
«Vanno bene ma non funzionano, già prima del Covid in Area C gli ingressi erano in aumento mentre Area B, concepita per fermare le auto inquinanti, ha tante di quelle deroghe per cui alle fine si entro lo stesso in città».

E’ molto severo con il centrosinistra.
«Sono una persona che pretende molto, poi se guardo il centrodestra, alle sue politiche, non posso che essere un sostenitore del centrosinistra».

Si ricandida?
«Non lo so, deciderò entro l’estate, sono un combattente ma un po’ deluso».

Cosa potrebbe spingerla a ripresentarsi?
«Qualche passo in avanti sui temi concreti. Un esempio: sto lavorando al Piano Aria, ci sono 968 pagine di belle parole, mi auguro che si possa arrivare a tre pagine di azioni concrete».

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