ligabue
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«Lo so che Start è un titolo sfacciato da dare a un disco per uno come me che ne ha già fatti ventuno prima di questo. Ma ogni volta che faccio qualcosa di nuovo per me è come una ripartenza. E questo lo è di più perché arriva dopo un 2017 molto difficile con lo spostamento di 32 concerti per un’operazione alle corde vocali e il timore di non poter più cantare come prima», racconta a Mi-Tomorrow Luciano Ligabue che oggi pubblica Start, il suo dodicesimo lavoro d’inediti.

Un album in cui ti sei avvalso della produzione di Federico Nardelli.
«Che per me è un bambino essendo nato un anno prima dell’uscita del mio primo album. Quello con Federico è stato un incontro fortunato, lui ha idee chiare e mi ha fatto fare un lavoro di essenzialità, sia nel numero delle canzoni sia nella loro durata. In Start c’è l’energia di un album senza etichette e nessun spreco di tempo».

Il senso del tempo, però, è costantemente presente nei testi dei nuovi pezzi. Come mai?
«Per me il tempo è un’ossessione. Con l’avanzare degli anni è difficile non farci i conti. Per questo ho voluto chiudere l’album senza guardare al futuro, che tutti sappiamo non esistere, ma tornando indietro ne Il tempo davanti. Mi è piaciuto rivedere i miei genitori come ragazzi e me come bambino ricordando il momento di una vacanza immortalato da una Superotto in cui non c’era alcuna preoccupazione del futuro. Perché l’unico modo per essere felici è annullare il senso del tempo, un po’ come i cani».

Dopo Luci d’America che ha anticipato l’album, il nuovo singolo è Certe donne brillano in radio da oggi che è anche la Festa della Donna.
«Ho voluto fare una galleria di donne che, nel bene e nel male, mi hanno segnato e non se ne vanno via. Ce n’è qualcuna che, per esempio, brilla anche per sadismo (parliamo di te che mi tenevi in tasca scegliendola tu la dose d’aria fresca) perché ci sono donne che si ricordano con piacere, anche se ci hanno fatto soffrire».

In Ancora noi, invece, i protagonisti sono i tuoi amici. Nonostante il successo riesci a mantenere i rapporti con loro?
«Per me sono necessari. Nel gruppo siamo in 25 e da 35 anni affittiamo case di campagna per permetterci il lusso di frequentarci e scatenare l’ennesima discussione di politica o di calcio».

Io in questo mondo è una dichiarazione d’amore per il pubblico?
«Tutti mi chiedono “Cosa provi quando sei sul palco?”. Le emozioni, però, le tengo per me. In quelle parole c’è la gratitudine verso chi ha tenuto in tasca per 5 mesi i biglietti dei concerti spostati, facendomi avere una casa in cui tornare. Il palco mi dà dipendenza che adesso riesco a gestire meglio rispetto a quando scrissi Una vita da mediano che era un’espiazione del senso di colpa del cattocomunista che viveva in me».

Com’è stato collaborare con tuo figlio Lenny che suona la batteria in La Cattiva compagnia?
«Emozionante. Lui vuole lavorare nella musica, sta studiando produzione musicale, ma senza perdere la speranza di diventare batterista».

Chi è quello che ti fa la guerra di cui parli sempre in La Cattiva compagnia?
«Sono sempre io e penso di non essere l’unico a essere il peggior nemico di me stesso anche se molti non ne hanno la consapevolezza. Veniamo sbattuti all’asilo a 5 anni, educati all’idea di successo. È normale che si formino dei modelli che si frappongono a una felicità che potrebbe essere più continuativa. L’inquietudine che mi porto dentro non viene dall’ambiente, ma da altro però non ho voglia di farmi psicanalizzare per capirlo».

Quanto è importante l’amore che dichiari in Mai dire mai nella tua vita?
«Mi reputo molto fortunato perché mia moglie ha uno sguardo amorevole e molto più compassionevole sul mondo rispetto al mio. Sono tante le canzoni che parlano della donna che amo».

Come sarà lo Start Tour che farà tappa a San Siro il 28 giugno?
«Si baserà buona parte su questo album. Sto lavorando per rendere organico ai suoni di Start anche il resto del repertorio».

Pensi che l’Italia sia migliorata rispetto a quella di Made in Italy?
«No, è stanca ed esasperata allo stesso modo».

Dieci nuove canzoni

S’intitola Start il nuovo album di Luciano Ligabue. Prodotto da Federico Nardelli, è il dodicesimo disco d’inediti del cantautore di Correggio e contiene dieci nuove canzoni. Dopo Luci d’America che ha anticipato l’album, da oggi è in rotazione radiofonica Certe donne brillano accompagnato dal video diretto da Marco Salom girato all’Italghisa di Reggio Emilia. Il 14 giugno dallo Stadio San Nicola di Bari partirà lo Start Tour 2019 che farà tappa a San Siro il 28 giugno. MC

(Ph. Ray Tarantino)


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