ninni bruschetta
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Dopo quasi 100 film da attore e circa 40 regie teatrali, Ninni Bruschetta vive la sua prima esperienza sul palcoscenico con Il mio nome è Caino tratto dal romanzo di Claudio Fava.

 

Teatro Menotti. Un testo al quale Ninni Bruschetta lavorò come regista nel 2002. «Questa nuova versione è molto diversa – racconta a Mi-Tomorrow –. Sarà quasi una jam session grazie al dialogo con il pianoforte di Cettina Donato».

Quali sono le caratteristiche di questo testo?
«Claudio Fava racconta con la sua umanità e intelligenza il punto di vista di un killer e contemporaneamente riesce a illustrare la grande epopea della mafia con il suo passaggio storico dalla mafia rurale a quella degli assassini degli ‘80 che poi porterà agli attentati a Falcone e Borsellino».

Il teatro riesce ancora ad avere un ruolo di denuncia sociale?
«Sembra strano, ma sì. Il bacino d’utenza è ridotto, ma chi assiste a uno spettacolo vive un rito culturale laicizzato che crea un’influenza reale sulla società. Si dice che la gente ha bisogno di divertirsi, ma non è vero perché la gente si diverte vedendo le grandi storie. Anche questo spettacolo fa ridere, ma l’argomento non si può dimenticare, ogni giorno che passa noi paghiamo lo scotto delle vittime della mafia».

Ha visto Tolo Tolo?
«Ancora non sono riuscito, ma sto tremando perché so che batterà il record di Quo Vado e non potrò più dire di aver partecipato al film che ha incassato di più nella storia del cinema italiano».

Prossimi progetti?
«Probabilmente un disco a giugno con Cettina Donato, è l’unica cosa che ancora non ho fatto».

Ninni Bruschetta in scena a Milano, le info

Da domani a domenica
Teatro Menotti
Via Menotti 11, Milano
Biglietti: da 16,50 euro su vivaticket.it