mercatini di natale
mercatini di natale

Tutto pronto all’ombra del Duomo per i mercatini di Natale. Anche quest’anno, infatti, fino all’Epifania ci sono sessantacinque casette di legno a formare un’unica linea che si snoderà tra Corso Vittorio Emanuele e Via Arcivescovado fino a Piazza Fontana, gli orari saranno, ogni giorno, dalle 8.30 a mezzanotte.

OFFERTA • Molto varia l’offerta. Si va dal presepe napoletano all’oggettistica, dall’artigianato ai tipici gadget di Natale, dalla bigiotteria al vestiario: un ruolo importante, come sempre, lo svolge il settore alimentare con i prodotti di diverse regioni italiane, molti da consumare sul posto tra cui le caldarroste e il vin brûlé.

Da segnalare la cospicua presenza straniera con molti commercianti arrivati dall’Inghilterra, Austria, Svizzera e Russia: «Ospitiamo la tradizione nordica – afferma Giacomo Errico, presidente di Fiva Confcommercio, l’associazione del commercio ambulante – che porterà alcune eccellenze come le ceramiche inglesi. Ci saranno anche cibi di prima qualità, dal caviale al tartufo».

NUMERI • Lo scorso anno è stata calcolata una presenza media di 200mila persone al giorno, ovvero 4-5 milioni in tutto, a significare il successo di questa iniziativa che quest’anno potrebbe riservare numeri ancora maggiori: «Stiamo lavorando per migliorarla sempre di più – aggiunge Errico – il nostro obiettivo è di renderla attraente in 3-4 anni quanto quella di Bolzano e convincere così i milanesi a non spostarsi per vedere i mercatini di Natale».

DONAZIONI • Un risultato gli ambulanti lo hanno già raggiunto. L’offerta grazie alla quale si sono aggiudicati il bando del Comune prevedeva donazioni per circa 200.000 euro così ripartite: 120 alla Fabbrica del Duomo, 40 all’Istituto dei Tumori, 10 al San Gerardo e 20 mila per sostenere l’Asilo Mariuccia nei regali di Natale.

Ma non è tutto, nella casetta di Babbo Natale situata tra via Camposanto e via Arcivescovado sono stati selezionati trenta giocattoli che saranno distribuiti, il giorno di Natale, ai bambini che hanno scritto la letterina: «Abbiamo fatto un sacrificio dei nostri affari – conclude Errico – per potere offrire il nostro Natale di solidarietà».


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