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23. 10. 2021 06:00

Verso il rosso? Si attende e teme il nuovo Dpcm

Milano e Lombardia in “zona arancione” almeno fino a venerdì, ma si teme il peggioramento

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I nuovi parametri che definiscono il colore dei territori regionali preoccupano i vertici di Palazzo Lombardia. Lo stesso governatore Attilio Fontana ha affermato di temere il passaggio da “zona arancione” a “zona rossa” con il prossimo monitoraggio, dato che la Lombardia si è “salvata” per un soffio (Rt a 1,24 nell’intervallo minimo). Il tutto in attesa che il Governo vari il nuovo Dpcm, in vigore da sabato prossimo e che dovrebbe essere ancora più stringente su alcune attività economiche.

Spostamenti. Intanto, quel che è certo è che fino a venerdì sono senz’altro vietati, su tutto il territorio nazionale, gli spostamenti tra regioni o province autonome diverse, tranne che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. E’ comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra regione o provincia autonoma. In “zona arancione” sono vietati tutti gli spostamenti in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute, che andranno giustificati esibendo una autodichiarazione.

All’interno del proprio Comune è consentito spostarsi liberamente dalle 5.00 alle 22.00 senza dover motivare lo spostamento. Dopo le 22.00 sono vietati tutti gli spostamenti, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute, che andranno giustificati esibendo una autodichiarazione. Chi vive in un Comune fino a 5.000 abitanti può spostarsi dalle 5.00 alle 22.00 entro i 30 chilometri dai confini comunali. Sono esclusi in ogni caso gli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

Attività. Le attività commerciali al dettaglio sono consentite, a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni.

Nelle giornate festive e prefestive, resta confermata la chiusura degli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati coperti, ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole. Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie. L’asporto è consentito fino alle 22.00 con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni.

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