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18. 05. 2021 23:23

Ada Lucia De Cesaris: «Per le buche un progetto lungimirante»

Ada Lucia De Cesaris: «Per le buche un progetto lungimirante»

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Le buche a Milano sono all’ordine del giorno, ne abbiamo parlato con Piero Cressoni nell’editoriale di oggi, ma questa è la storia di Ada Lucia de Cesaris. Nata a Milano, cresciuta a Roma e… milanese di ritorno.

 

Ada Lucia De Cesaris, la storia

Quando ha tre anni si trasferisce a Roma con la famiglia: lì cresce e studia, laureandosi in giurisprudenza e svolgendo i primi lavori di ricerca in ambito universitario. L’idea è restare e formarsi in quell’ambito, ma la vita ha più fantasia delle previsioni e ama rimescolare le carte.

Segue l’amore e torna a Milano: qui inizia a lavorare come avvocato. Ma gli anni romani coincidono con gli anni ’70, con l’impegno politico e con quello sociale. E quindi al lavoro di avvocato affianca anche le lotte per i diritti delle donne, l’impegno per l’ambiente e la passione per la politica.

Ada Lucia De Cesaris è anche mamma. La sua è una famiglia allargata e felice. Nel 2011 arriva la chiamata da Giuliano Pisapia, eletto sindaco di Milano, che le propone di diventare assessore all’Urbanistica.  Diventa vicesindaco, lo sarà tra il 2013 e il 2015.

Entrare nella macchina amministrativa le apre un mondo: impara e cresce sia professionalmente che umanamente. Il contatto con i cittadini – che ha costruito e voluto fortemente – le consente di partecipare attivamente alla vita delle persone e della città. Dopo essersi dimessa, riprende in mano la vita privata e la sua attività di avvocato. Ma Milano resta lì, nel cuore e nella mente.

La proposta

Un buco. Certamente più romantico delle buche che stanno flagellando il manto milanese di questi tempi: «È necessario un intervento ed un cambiamento. E se c’è una città che può fare la differenza è proprio Milano, anche in questo. Andrebbe messo a punto un piano di intervento, manutenzione e prevenzione che in qualche modo includa anche il privato. Andrebbero riorganizzati gli uffici competenti e ridefinite le procedure».

Intanto il piano comunale è partito: «Bene, ma serve lungimiranza e coraggio per un progetto innovativo. E a lungo termine».

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