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27. 11. 2020 00:34

Il primo cittadino

La pandemia ha messo a dura prova il sindaco Sala. Tra errori ed emozioni però è stato forse più milanese che mai: il racconto nel nostro editoriale

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In questi mesi il ruolo del sindaco, in ogni città e comune italiani, ha subito una pressione inversamente proporzionale al potere di intervento reale dei primi cittadini. Il sindaco è la figura più prossima, alla quale rivolgiamo i nostri bisogni e i nostri problemi più concreti e attuali.

Senza distinzioni politiche, i sindaci in tutta Italia hanno fatto il possibile per affrontare la situazione, alcuni ci sono riusciti meglio di altri, è chiaro, ma nella stragrande maggioranza dei casi l’impegno è stato praticamente h24. Molti discutono sull’atteggiamento di Beppe Sala in questi mesi, il suo passare da stati emotivi e politici molto diversi tra loro se non opposti (da “Milano non si ferma” alle ordinanze anti-movida).

Eppure Beppe Sala non è mai stato così milanese come in questi mesi, vivendo un’altalena emotiva e umana che moltissimi di noi in città hanno vissuto. Abbiamo sperato di non fermarci, abbiamo dovuto soffrire nei mesi di chiusura cercando di attivarci in ogni modo possibile, abbiamo rimesso la testa fuori in estate sperando che il peggio fosse passato.

E ora camminiamo in strada nelle mattine uggiose dell’autunno con un passo che sembra più da zombie che da umani. Ormai ci chiediamo non se, ma quando ci “beccheremo” il virus. Il sindaco è il ruolo più difficile in questi casi: perché a fronte di richieste immediate dispone di pochissimi poteri rispetto a Regioni e Governo.

Forse qualcuno si aspettava che Sala avesse qualche potere taumaturgico di cui però non può disporre. Altri magari si auguravano che scegliesse una linea e un modo di agire coerente, come se si potesse raggiungere la coerenza in una situazione che cambia così repentinamente.

In realtà, nelle montagne russe emotive che stiamo vivendo da mesi, Beppe Sala si è messo sulla giostra con noi, mostrando anche il lato scoperto, quello meno protetto del ruolo. Al netto degli errori, che – per carità – ci sono stati, Sala è stato Milano più che in altre situazioni.

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