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07. 12. 2022 11:07

Tutti a scuola, ma proprio tutti

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È iniziato l’anno scolastico. Dopo gli anni della pandemia niente mascherine, maxi assembramenti davanti alla scuola e più di un mugugno da parte di molti genitori, che agli ingressi scaglionati ci avevano fatto l’abitudine, potere delle emergenze prolungate nel tempo. Ora se la prendono con il caos e la ressa davanti agli istituti, e rimpiangono l’ordine delle entrate classe per classe, a orari diversi.

Tutti a scuola, cosa è cambiato?

Dicevamo, niente dad e niente mascherine, andrà tutto bene, è andato tutto bene e chissà per cosa i ragazzi delle superiori occuperanno le scuole tra ottobre e novembre. L’unica cosa certa è che in qualche modo occuperanno, protesteranno e tutto scorrerà come sempre, con le liturgie necessarie a sapere che esistiamo e che non oltrepassiamo le righe scandite dal conformismo. Le mamme salutiste, spesso radical chic (sono due caratteristiche che spesso coincidono) sono già pronte a controllare i menù delle mense, per essere sicure che ci sia il giusto apporto di ragù di soia e la presenza minore possibile di proteine animali (le commissioni mensa sarebbero da abolire, discorsi da bar sia chiaro, qui si fa sarcasmo, niente di più).

Nel frattempo, il solito problema delle assegnazioni delle cattedre e l’annosa questione legata agli insegnanti di sostegno. Ci teniamo alle tradizioni. Come quella di far votare gli elettori nelle scuole. Siamo nel 2022 e ancora non si è trovata una soluzione alternativa, sembra pazzesco eppure è così, noi a votare in classe di nostro figlio ci teniamo, senza guardare i disegni dei bimbi in corridoio non abbiamo l’ispirazione necessaria in cabina elettorale.

Il 25 settembre si vota e quindi via, scuole chiuse per qualche giorno, un richiamo di vacanze apprezzato sicuramente da studenti piccoli e più grandi, meno dai genitori. Viene da pensare che in altri paesi, dove si vota nelle palestre, in alcuni persino dal benzinaio o dal droghiere, siano completamente insensibili. Ma come, ci sono le scuole, perché non chiuderle e votare lì? Ma sì, i problemi veri sono altri, di cosa ci lamentiamo. Cambiamo decisamente argomento.

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