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20. 05. 2022 02:23

Addio smart working: lavoratori pronti a licenziarsi

Ecco cosa succede dopo aver dovuto affrontare due anni di pandemia chiusi in casa

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È uno dei tanti studi che poi, ovviamente, bisogna vedere se effettivamente troverà applicazione, ma il dato è estremamente interessante: addio smart working? Lavoratori pronti a licenziarsi. E la media è decisamente elevata, perché si parla di due dipendenti su tre che cambierebbero lavoro se costretti al rientro in ufficio.

Addio smart working, pronti a licenziarsi 

Dopo due anni di pandemia, insomma, lavorare da remoto è visto come una necessità. O forse come un modo comodo di riuscire a coniugare casa e lavoro, chissà. Sta di fatto che più flessibilità e sicurezza sono costanti che alle persone piacciono. E riprova ne sia l’indagine «People at Work 2022: A Global Workforce View» condotta dall’ufficio studi di Adp, società che si occupa di buste-paga e soluzioni di gestione del capitale umano. La ricerca ha preso in considerazione 33 mila lavoratori in diciassette paesi del mondo. I quali hanno risposto senza mezze misure: le esigenze sono cambiate, c’è voglia di dedicare più tempo alla famiglia e vivere i propri spazi. E, nel 66% dei casi, la risposta è stata ‘addio smart working? Sì, cambierei lavoro se fossi obbligato a rinunciarci’.

smart working
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La ricerca di Adp 

Riportare i dipendenti in ufficio, dunque, è complesso. Soprattutto perché oggi ci troviamo in un contesto «diventato estremamente impegnativo in mezzo a problemi come l’aumento dell’inflazione e i ritardi nella catena di approvvigionamento… È imperativo per i datori di lavoro comprendere i driver e il potenziale impatto di questo cambiamento, in modo che possano attrarre e trattenere i talenti per creare imprese più forti e resilienti». Le persone sono alla ricerca di un lavoro che non le costringa a compromettere la loro salute, il benessere e il tempo in famiglia.

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