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26. 11. 2020 15:46

Un informatico da copertina

Lui è Daniele Carettoni, modello newyorkese cresciuto a Milano che, davanti a un bivio, non ha avuto dubbi: «Mi manca l’Italia, ma il mio futuro rimane qui»

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Che un informatico potesse diventare un modello, Daniele Carettoni – che informatico era e modello è diventato – proprio non se lo aspettava. «Iniziai un po’ per caso per arrotondare durante gli studi, nei set fotografici, poi gradualmente è diventato un impegno full-time». E dopo anni di lavoro di base a Milano, lui che è cresciuto a Gallarate, ora sta vivendo la crisi Covid nella capitale del mondo: New York.

Dal Politecnico fino alle passerelle internazionali

Il suo percorso, in realtà, mamma di Bari e papà di Milano, lo inizia a Cinisello Balsamo. Poi si trasferisce a Gallarate dove frequenta elementari, medie e liceo. «A Milano ci ritornai per lavoro e per l’università, il Politecnico», dove frequenta ingegneria informatica. «Io però volevo fare informatica pura e in quel percorso ce n’era poca, così ho cambiato e sono passato all’Università dell’Insubria di Varese». La passione per l’informatica la trasmette il papà. E la moda? «Una fidanzata brasiliana che mi introdusse nel mondo per la prima volta: anche se in realtà cominciai tardi, solo a 22 anni».

Un’inaspettata carriera nella moda

«All’inizio era facilissimo: andavi sul set fotografico, facevi il bello e ti pagavano tantissimo». Dopo qualche anno diviso tra università e moda, Daniele ha due obiettivi: lavorare di più «per capire meglio questo mondo, che più scoprivo e più mi piaceva» e finire gli studi.

«Mi sono concentrato sulla tesi e una volta laureato mi sono trovato a un bivio: informatico con stage a 400 euro o modello a tempo pieno». Con il primo si può crescere in fretta anche in Italia: «Devi essere solo fortunato a trovare un’azienda che abbia bisogno di te». Con la seconda «sai che il carico di lavoro sarà subito alto, ma che invecchiando regredirà e devi costruirti nel frattempo un futuro alternativo». Sceglie la seconda. E non se ne pente.

Essere “cool”

L’obiettivo numero uno è di avere un profilo che venga visto come cool. «E per essere cool non puoi fare l’italiano in Italia, così resti un semplice ragazzo della porta accanto. Devi viaggiare e fare esperienza all’estero». Quindi viaggia. Qualche mese in Cina, due volte in Turchia, spesso in Europa, in Brasile.

Col cuore a Milano, dove si costruisce una nuova quotidianità e si convince che la moda è anche per uomini. «Ci sono mercati con grandi possibilità per i modelli uomini: l’Europa e gli USA ne sono due esempi». E quando si dice moda e USA, il collegamento è New York.

Quell’estate a stelle e strisce

Il giorno in cui arriva all’aeroporto JFK, croce e delizia di migliaia di immigrati, è il 10 agosto di tre anni fa. «Doveva essere una vacanza di qualche settimana». Ma, ospite di uno stylist famoso di sua conoscenza, dopo giornate passate a posare, girare e a fare networking, con già alcune proposte di lavoro emerse in poco tempo, NYC non la lascia più.

«Arrivai con visto turistico e mi sembrava già di conoscere la città, anche se era la prima volta. Mi sembrava di essere in un film». Così, in aeroporto in procinto di tornare a Milano, «decisi di non prendere il volo: optai per un visto lavorativo vivendo all’interno del Paese, era un treno a cui non potevo dire di no».

Quale futuro?

Sono i primi passi di tre anni di grandi cambiamenti. Daniele continua a posare per brand e magazine. Si fidanza con una ragazza americana di origine sudcoreana, con cui convive. E avvia la sua attività di fashion producer, dando vita in estate sette copertine L’Officiel Hommes Italia. E domani? «Mi manca l’Italia, ma nonostante il coronavirus il mio futuro continuo a vederlo a New York: è un posto dove si può costruire e molto».

daniele carettoni

«Per essere cool non puoi fare l’italiano in Italia, così resti un semplice ragazzo della porta accanto. Devi viaggiare e fare esperienza all’estero»

Daniele Carettoni in pillole

BLACK LIVES MATTER

L’ondata di proteste negli Stati Uniti dopo l’uccisione di George Floyd ha stravolto anche il mondo della moda. «È quasi obbligatorio per magazine e riviste fare editoriali a tema. Come modello bianco, etero ed europeo non sono spaventato da questa diversità, la abbraccio: è molto positivo che la moda si apra a chi non risponde ai canoni di bellezza che ci sono stati nel recente passato», sottolinea Daniele.

Che aggiunge: «Le cose si devono fare bene, seriamente e credendoci: si stanno vedendo in giro tanti prodotti rattoppati all’ultimo, tanto per cavalcare l’argomento del momento. Quando si sale all’ultimo sul carro dei vincitori, si nota».

BASKET

Un’altra delle sue passioni. Ha giocato per diversi anni durante l’università, partecipando ai campionati di C2, D e Promozione nella provincia di Varese.

36

L’età di Daniele Carettoni, che si è trasferito a New York da Milano. Qui continua a posare come modello per Numéro, L’Officiel, Men’s Health e ha avviato il suo percorso come fashion producer, firmando copertine di riviste come Grazia Croatia, Harper’s Bazaar Vietnam. Il 30 settembre uscirà la copertina da lui curata per L’Officiel Italia con il fotografo Greg Lotus.

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