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26. 06. 2022 07:01

A colloquio con Matteo Bassetti: «Al CTS gente di poco buon senso. Se Omicron soppianta Delta, siamo fuori»

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«La direzione intrapresa è di buon senso, contro un Comitato Tecnico Scientifico di poco buon senso». Matteo Bassetti, Responsabile del Reparto Malattie Infettive del San Martino di Genova, esulta per la nuova linea tracciata dal Governo riguardo a quarantene e isolamenti nella lotta al Covid. A Mi-Tomorrow non risparmia critiche agli esperti dell’organo di consulenza dell’Esecutivo e si lascia andare ad una previsione: «Se Omicron prende il sopravvento, potrebbe essere il canto del cigno del Covid».

Siamo al liberi tutti?
«Mi lasci dire che il Governo ha intrapreso una direzione di vero buon senso, contro un CTS di poco buon senso. Ancora una volta ha scelto Draghi e ha semplificato una situazione che rischiava di paralizzare il Paese».

Quindi ha prevalso la “linea Bassetti”?
«Non parliamo di linea Bassetti o linea CTS. Distinguiamo piuttosto i professionisti tra medici delle stanze polverose romane e medici della praticità. Lasciare a casa una settimana i vaccinati con tripla dose o doppia dose da meno di quattro mesi per il contatto con un positivo era francamente assurdo».

Tanti suoi colleghi non erano e non sono d’accordo…
«Le racconto una cosa molto semplice. Faccio questo mestiere da venticinque anni e ogni volta che ho avuto qualche dubbio guardavo gli americani, in particolare quel che suggeriva il Center for Disease Control and Prevention di Atlanta perché spesso, per capire come trattare le infezioni, si guardava oltreoceano».

Cosa c’entra in questo caso?
«C’entra perché il CDC ha preso la decisione che ha assunto mercoledì sera il Governo italiano. Qualcuno nel nostro CTS sosteneva che gli americani fossero fuori strada. Ecco, io starei attento a lanciare messaggi che rischiano di minare la credibilità delle istituzioni e dei suoi organi di consulenza. Se il CTS dice A e il Governo dice B, è evidente che qualcuno abbia sbagliato. Ed è lecito che la gente che si ponga qualche domanda».

Non è preoccupato per l’impennata di casi?
«Sono preoccupato, ma dobbiamo prenderci i cosiddetti rischi calcolati. Un po’ come quando a maggio quando aprimmo le attività e qualcuno pensava che saremmo morti tutti…».

Siamo ormai al lockdown dei non vaccinati?
«Nella realtà è quasi un obbligo vaccinale, tolti i luoghi di lavoro. Credo che per i non vaccinati la vita sia ormai complicata. Mi auguro sempre che si convincano, ma sono anche ormai stufo di ricevere insulti e minacce di morti. Noi curiamo tutti, ovviamente, ma ho smesso di fare appelli».

Omicron è il colpo finale del Covid?
«Lo scorso 24 novembre dissi di prestare attenzione a generare terrorirismo. Ora tutti i dati clinici dicono che questo virus è meno aggressivo della Delta».

Quindi siamo ai titoli di coda?
«Potrebbe essere il canto del cigno, sperando che questa variante prenda davvero il sopravvento sulla Delta. Anche qui – mi permetta – Speranza non ne ha azzeccata una: è stato sensato chiudere subito col Sudafrica? Napoleone diceva che bisogna essere più fortunati che bravi. Il nostro ministro è stato anche parecchio sfortunato».

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