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24. 01. 2022 15:33

A Natale si accende la cultura: tre mostre a Milano assolutamente da non perdere

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Tra inediti dipinti e foto d’autore, tre importanti mostre a Milano nel periodo delle feste.

Mostre a Milano, Palazzo Marino si regala il “Rinascimento”

Il viaggio alla scoperta delle mostre a Milano inizia dal Rinascimento, che bussa alle porte di Palazzo Marino. Così la Sala Alessi ospita fino al 16 gennaio una mostra dedicata ai maggiori protagonisti della corrente artistica delle città di Bergamo e Brescia: Lorenzo Lotto, Alessandro Bonvicino detto il Moretto, Giovan Girolamo Savoldo e Giovan Battista Moroni.

La Scuola Bresciana e Bergamasca viene definita dagli addetti ai lavori come la “terza via” dell’arte rinascimentale. In questi territori il fermento artistico si accende in particolar modo nei primi decenni del Cinquecento, quando Brescia e Bergamo erano ancora due territori di frontiera. Infatti, ultimi avamposti dei possedimenti della Serenissima distavano pochissimi chilometri dal Ducato di Milano.

I frequenti viaggi di pittori forestieri da una parte e l’altra dei confini influenzò il campo artistico che si arricchì d’influenze venete e milanesi. Questo mix culturale rinnovò in profondità l’arte locale che iniziò a caratterizzarsi per un linguaggio non idealizzato, teso a restituire con immediatezza la verità delle cose e degli atteggiamenti. Gli studiosi sottolineano il ruolo fondamentale della Scuola Bresciana e Bergamasca nell’ispirare successivamente il realismo caravaggesco.

“Il Rinascimento di Bergamo e Brescia” è una delle mostre a Milano patrocinata direttamente dal Ministero della Cultura, è curata da Francesco Frangi e Simone Facchinetti, con il contributo del comitato scientifico composto da Domenico Piraina, Claudio Salsi, Maria Cristina Rodeschini, Stefano Karadjov, Roberta D’Adda, James Bradburne e Maria Cristina Passoni.

Orari: tutti i giorni dalle 9 alle 20

Ingresso libero

Mostre a Milano, la storia del teatro alle Gallerie d’Italia

mostre a milanoAppena due giorni fa il Teatro alla Scala ha riaperto in tutto il suo splendore dando il via alla nuova stagione con il Macbeth del regista Davide Livemore. La Scala però non è semplicemente il teatro dell’opera più importante al mondo, ma un vero e proprio simbolo culturale in grado di raccontare la città di Milano. Partendo da questo presupposto come non citare tra le mostre a Milano quella  delle Gallerie d’Italia che ospitano la mostra fotografica “Prima della Prima”, realizzata grazie all’archivio di Publifoto, ora di proprietà di Intesa Sanpaolo.

Ottantatre scatti selezionati con cura certosina da Aldo Grasso (l’archivio contiene oltre 1.400 fotografie) per raccontare tre Prime della Scala che in qualche modo hanno segnato una cesura nel corso della storia: si tratta delle aperture del 1946,1951 e1968. Date che acquistano un valore simbolico per l’intera città di Milano e per l’Italia intera. Andiamo però con ordine.

Il 1946 rappresenta la rinascita. La Scala, ricostruita dopo i gravi danni subiti durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, accoglie l’11 maggio un meraviglioso concerto del maestro Arturo Toscani. La leggenda narra che entrando per la prima volta alla Scala ricostruita batté due volte le mani e soddisfatto dell’acustica esclamò «Ecco la Scala». Il 1951 è invece l’anno in cui per la prima volta la stagione viene inaugurata il 7 dicembre, giorno di Sant’Ambrogio. Quella che si prepara ad occupare i posti dei palchi della Scala è un’Italia diversa: si vedono le “sciure” imbellettate e con i primi peccaminosi decolté. All’ingresso si distribuiscono cioccolatini, metafora di un miracolo economico pronto a travolgere Milano.

E poi come dimenticare il debutto sul palco dell’inconfondibile voce di Maria Callas. Infine, tocca al 1968. Un anno di cambiamenti epocali, di grandi movimenti e critiche feroci alla società consumistica. I “capelloni” individuano la Scala come un simbolo dell’opulenza e delle disuguaglianze sociali, tempestando di uova e insulti gli spettatori dell’Opera.

Orari: dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 19.30

Biglietti: intero 10 euro, ridotto 8 euro

Mostre a Milano, il percorso alla Beautiful Gallery di via Bergognone

mostre a milano

 

 

 

 

 

Tra le mostre a Milano del periodo natalizio può essere sicuramente definita tra le più innovative. «È sempre difficile esser sé stessi», è questo il claim che accoglie i visitatori della mostra interattiva “Admission to be Yourself» realizzata dalla Beautiful Gallery aperta recentemente in via Borgognone 26 a Milano. L’obiettivo dichiarato del progetto è riscoprire la bellezza in noi stessi, ma senza filtri. Viviamo in un mondo in cui l’ostentazione dell’immagine è sempre più ricalcato: influencer e protagonisti della rete ci forniscono modelli da emulare che spesso e volentieri scaturiscono negli osservatori sentimenti di inadeguatezza.

Admission to be Yourself invita il visitatore a considerarsi come qualcosa di unico. Lo fa attraverso un percorso artistico composto da più stanze curate nel minimo dettaglio ed in grado di stimolare sensazioni di gioia e relax. Il valore della fotografia cambia completamente: non si va alla Beautiful Gallery per fare una scorpacciata di foto “instagrammabili”, ma esclusivamente per riapprezzare sé stessi attraverso l’obiettivo. Non a caso non sono ammessi i servizi professionali tipici degli influencer.

Poco tempo, ma prezioso. Il percorso all’interno della Beautiful Gallery si svolge in gruppo ed in meno di un’ora. Le stanze che il visitatore attraverserà saranno le più svariate: si parte da Yellow is the New Black, una realtà composta da tante pagine gialle in cui sarà possibile letteralmente nuotare, per poi proseguire con tramonti stupendi e giochi di contrasti alienanti. Insomma, un viaggio totalmente immersivo per riscoprirsi nella gioia di uno scatto. Per provarlo c’è tempo fino al 12 marzo.

Solo su prenotazione

Biglietto: 18 euro

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