sosta selvaggia
sosta selvaggia

Girare per via Hoepli, via Catena, via San Paolo, a pochi passi da Palazzo Marino, riserva sempre lo stesso spettacolo fatto di moto parcheggiate sui marciapiedi, con i pedoni che si lamentano, i commercianti che allargano le braccia, nessun vigile che interviene per sanzionare la sosta selvaggia. Il guaio è che spesso si tratta di scelte obbligate perché gli stalli sono tutti occupati dalle moto fin dalle prime ore del mattino.

IN AUMENTO • Va subito detto che coloro che scelgono di viaggiare con i centauri in città sta aumentando in modo considerevole. Erano 241.619 i motocicli registrati in Provincia di Milano nel 2004, sono diventati 337.103 nel 2016: a fare le spese di questa crescita è stato in modo particolare il centro città sede del Municipio, di uffici, negozi e società private. Un altro incentivo è arrivato dall’introduzione di Area C nel 2011 che consente ai motocicli di passare nella Cerchia dei Bastioni senza pagare il pedaggio.

ALTRI PERICOLI • Questi fattori, cui c’è da aggiungere la velocità di movimento rispetto alle auto, hanno determinato una situazione di anarchia con alcune vie prese di mira: si parcheggia sui marciapiedi, sulle strade, vicino alle boutique, qualunque spazio può essere valido per lasciare il mezzo.

Né costituisce un deterrente la minaccia di sanzioni, sembra anzi che di fronte a questo fenomeno esista una sorta di tacita tolleranza nella consapevolezza che non si può colpire chi magari è costretto ad un parcheggio illegale perché quelli leciti sono tutti occupati. Vittime di questo parcheggio selvaggio sono i pedoni, costretti ad effettuare involontari slalom tra i marciapiedi. Più grave la situazione per i portatori di handicap che trovano delle vere proprie barriere architettoniche sulla propria strada.

SOTTO OSSERVAZIONE • Tra le zone critiche, oltre alle vie nei dintorni di Palazzo Marino, ci sono anche via Broletto e corso Europa, dov’è in corso tra l’altro il cantiere di M4. Altre zone difficili sono le stazioni di Cadorna e Garibaldi mentre in via Festa del Perdono, dove si trova l’Università Statale, il parcheggio selvaggio non fa neanche più notizia.

IN COMUNE • Secondo Alessandro De Chirico, consigliere comunale di Forza Italia, questa situazione è figlia delle politiche dell’Amministrazione comunale: «Ha iniziato una guerra contro le auto e allora la gente cerca mezzi alternativi, ci troviamo così un numero enorme di motociclisti che non trovano i parcheggi: è un problema di tutti i mezzi alternativi, se prendi un car sharing in centro poi non sai dove lasciarlo».

I rimedi del Comune, per l’esponente azzurro non sono accettabili: «Non va bene cancellare le strisce blu – aggiunge – per creare posti per le moto perché anche chi è titolare dell’auto deve avere il diritto di potersi muovere, i milanesi devono essere messi nella condizioni di parcheggiare in modo lecito». Quanto alle soluzioni il consigliere di opposizione non nasconde le difficoltà: «Spetta a questa Amministrazione individuarle – conclude -. Bisogna realizzare parcheggi ovunque sia possibile, ad esempio nei marciapiedi dove la lunghezza lo consenta».

LE ZONE CRITICHE

1) Via Catena / Piazza Meda

2) Via Hoepli

3) Via Broletto

4) Corso Europa

5) Piazzale Cadorna

6) Stazione Garibaldi

7) Via Festa del Perdono

Ciro Giannino
Cameriere, 29 anni

«In centro esiste un problema dei parcheggi per le moto, sono insufficienti, per questo motivo sono parcheggiate ovunque. E’ un problema generale, sui marciapiedi ci sono le moto, per strada la auto in doppia fila. Come fare? Secondo me non bisogna rispondere con nuovo stalli, bisognerebbe creare un’area pedonale: chi vuole venire in centro si serve dei mezzi pubblici, come faccio io».

Antonio Gandini
Libero professionista, 32 anni

«La mancanza di stalli fa si che ogni spazio utile venga utilizzato per lasciare il proprio mezzo: devo dire che si tratta di una situazione inaccettabile, non si può lasciare che le moto siano lasciate sul marciapiede ad intralciare il passaggio dei pedoni, posso essere tollerante con il carico scarico delle merci ma non con i motociclisti. Mi auguro che il Comune abbia le soluzioni per superare questa situazione».

Marina Levi
Antropologa, 45 anni

«E’ vero che i posti per la sosta sono pochi ma violare le norme è una mancanza di rispetto, tutti dovremmo impegnarci di più affinché si resti nella legalità. Purtroppo ci sono moto parcheggiate ovunque, credo che l’unica soluzione sia imitare i paesi scandinavi dove il centro città è chiuso del tutto alla circolazione: si gira solo in bicicletta, in questo modo Milano diventerebbe top».

«Servirebbero seimila posti»
Arrigoni (Pres. Municipio 1): «Prevediamo stalli sui marciapiedi larghi»

La situazione è pesante. Lo ammette senza di giri di parole Fabio Arrigoni, da oltre sette anni a capo del Municipio 1, quello del centro storico, che invoca un intervento strutturale per risolvere un problema sempre più complesso.

Oltre quattro anni fa Mi-Tomorrow denunciò la sosta selvaggia nel centro città, ma non sembra sia cambiato molto.

«Non direi, ci sono stati dei miglioramenti, sono stati creati nuovi posti per le moto».

In che modo?

«Alcuni parcheggi con le strisce blu sono stati riconverti in stalli per le moto».

Dove?

«In modo particolare in piazza Vetra e nelle vie limitrofe, nell’area di via Commenda e anche in corso di Porta Romana: sono esempi importanti che, però, non risolvono il problema».

Perché?

«Perché trovare il modo di dare spazi ai motociclisti costituisce un problema strutturale».

Quanti nuovi posti sarebbero necessari?

«Secondo i miei calcoli ne mancano seimila».

Quali soluzioni si possono tentare?

«Si potrebbero disegnare gli stalli sui marciapiedi, ma bisogna dire che il Codice della strada non aiuta in quanto prevede l’accesso diretto alla strada: in questo modo sarebbe preclusa la possibilità di avere un parcheggio in sede stradale, il che significa che per creare un nuovo posto ne cancello un altro».

Qual è la sua ricetta?

«Si può ridurre la sosta blu convertendola in stalli per le moto e dicendo agli automobilisti di usufruire dei parcheggi interrati che abbiamo al centro. C’è poi una proposta che abbiamo formalizzato come Municipio 1 con una delibera».

Di cosa si tratta?

«Lo stallo dei parcheggi in marciapiedi di grosse dimensioni, ovvero superiori ai tre metri, dovrebbe essere consentito. Il Codice della strada pone la condizione che la moto debba essere spinta con le mani sul marciapiede, in modo da assicurare la sicurezza ai pedoni: può essere una soluzione per il nostro Municipio dove non mancano i marciapiedi grandi».

Ne ha parlato con l’assessore Granelli?

«Ho parlato con lui diverse volte di questo tema, ma non c’è da farsi illusioni: trovare una soluzione è molto complicato. Peraltro nei prossimi anni le difficoltà potrebbero aumentare».

Per quali motivi?

«Il numero di coloro che utilizzano le due ruote dovrebbe aumentare, inoltre se i prezzi dei mezzi elettrici dovessero diminuire questi ultimi potrebbero irrobustire la circolazione».

L’impressione è che un piano strutturale del Comune non sia imminente.

«Non mi risulta che ci sia, si sta procedendo con interventi ovunque sia possibile».

Come Municipio avete la possibilità di fare qualcosa?

«L’abbiamo già fatta, abbiamo chiesto e ottenuto di riaprire via Mazzini che prima era interdetta alle moto».

Come giudica l’idea di corsie riservate per i motociclisti?

«E’ già stato fatto con le corsie del tram 90/91, ma si è visto che i motociclisti vanno troppo veloci, anche a 80 all’ora: esiste un problema di educazione stradale della categoria, lo dico pur facendone parte da tempo».

Molti cittadini intervistati da Mi-Tomorrow auspicano un centro del tutto pedonalizzato: è realistico?

«Lo abbiamo già fatto in alcune zone, tra poco Cordusio diventerà area pedonale. Per il centro sono a favore di una ZTL dove solo i residenti abbiano l’accesso».


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