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04. 08. 2021 17:06

Quarantena e Galateo: «Oggi conta instaurare relazioni: ecco tre regole»

Belle e buone maniere. Samuele Briatore: «Oggi conta instaurare relazioni»

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Dopo i corsi a Roma, Napoli, Firenze e l’apertura quest’anno, per la prima volta in Europa, del Corso di Alta Formazione organizzato nel Dipartimento Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo all’Università La Sapienza di Roma, l’Accademia Italiana Galateo ha inaugurato due corsi anche a Milano: nello Spazio Espositivo di Arte Contemporanea Futurdome di via Paisiello si possono frequentare il corso base e avanzato di Galateo e Buone Maniere e avere come insegnanti storici, antropologi, filosofi.

 

 

In tempi di emergenza sanitaria le lezioni si sono spostate online, ma chi è curioso può averne un assaggio con le dirette Instagram sul profilo @accademia.italiana.galateo, mentre i nuovi corsi in aula partiranno a settembre. Che senso ha frequentare un corso di questo genere, al giorno d’oggi, ce lo spiega Samuele Briatore, dal 2013 presidente dell’Accademia Italiana Galateo, diplomato all’Accademia Teatrale La Scaletta di Roma, laureato in Storia del Teatro alla Sapienza, con un dottorato di ricerca in Musica e Spettacolo.

Accademia Italiana Galateo, l’intervista al presidente Samuele Briatore

Briatore - Accademia Italiana Galateo
Briatore – Accademia Italiana Galateo

Non è anacronistico un corso sulle buone maniere?
«Oggi più che mai risulta vincente e determinante la capacità di sapersi comportare con correttezza, educazione e stile. Comportarsi con buone maniere non significa soltanto sapere che i gomiti non si appoggiano sul tavolo e che il piattino del pane si trova alla nostra sinistra. Significa avere le conoscenze necessarie per destreggiarsi in ogni situazione e allo stesso tempo avere la possibilità di rovesciare le situazioni scomode».

Cosa si insegna?
«Un tempo, per avere successo la cosa più importante era la nobiltà. Poi a dettar legge è arrivata la borghesia con il suo denaro. Oggi ciò che conta sono le relazioni e saperle instaurare può fare la differenza. Imparare a comportarsi ci porta all’accoglienza verso il prossimo e ad avere massimo rispetto per l’ambiente, per la sensibilità altrui e per tutte le professioni lavorative. Dieci anni fa le persone venivano ai nostri corsi pensando solo ad imparare la disposizione di piattini e bicchieri, mentre oggi l’utenza vuole altro».

Ovvero?
«Avvocati, professori e universitari, per i quali ci sono borse di studio, vengono aiutati nella pratica quotidiana, dallo scrivere un curriculum al comportamento adeguato da assumere sul luogo di lavoro».

Corsi adatti anche ai manager, dunque?
«Le buone maniere offrono un nuovo modo di concepire la relazione con l’altro, per favorire l’ascolto e la conversazione. Possedere questo linguaggio vuol dire poter interagire con qualsiasi ambiente e non permettere a nessuno di farci sentire inadeguati».

Galateo e diplomazia internazionale hanno un legame?
«Ci capita spesso di fare corsi one to one: molti manager pensano che il loro modo di parlare, scrivere e comportarsi valga da Roma a Tokyo e a New York, ma non è così. Sradichiamo questo aspetto eurocentrico».

Ci faccia un esempio.
«Noi lavoriamo molto sugli aspetti antropologici del comportamento: per un cinese soffiarsi il naso in pubblico è disgustoso. Così come non osservare determinate distanze tra le persone è segno di grande maleducazione. In Cina e in Giappone sostengono che noi occidentali mangiamo con le “spade” mentre loro, che la lama l’hanno persa molto tempo prima di noi, usano le bacchette. Conoscere queste dinamiche sottili aiuta il manager ad entrare in contatto con la cultura ospitante, senza rischiare di compromettere una relazione che può valere un contratto importante».

E se parlassimo di galateo un po’ più “pop”?
«Su accademiaitalianagalateo.it si possono trovare sia le classiche pillole di galateo della tavola, che suggerimenti di buone maniere adattabili alla vita di tutti i giorni. Dai consigli nell’uso dello smartphone o su come vestirsi in ufficio, fino al galateo da osservare a teatro, in caffetteria, in palestra, in spiaggia o entrando in un negozio durante i saldi».

Come ci si veste in ufficio?
«Nella giacca a tre bottoni dell’abito classico, sarà abbottonato solo quello in mezzo e in quella a due bottoni solo quello più alto. La giacca verrà sbottonata prima di sedersi e abbottonata appena alzati, mentre il gilet avrà sempre l’ultimo bottone sbottonato».

 

Accademia Italiana Galateo - buone maniere
Accademia Italiana Galateo – buone maniere

3 arti auree

Arte della conversazione
Nella comunicazione la cosa più importante è sapersi esprimere? Non è così. L’arte più sottile e preziosa è saper ascoltare: una prova della stima che si prova per l’altro, del desiderio di concedergli del tempo e di ospitarlo.

Attenzione per l’altro
Avere attenzione a non ferire o non invadere qualcuno con il nostro atteggiamento vuol dire essere educati, oggi.

Rispetto della cultura ospitante
Non pensiamo in maniera eurocentrica e adattiamoci alle usanze dei diversi Paesi.

mise en table
mise en table

5 regole prêt-à-porter

  1. Non salutare con “salve”, ma con “buongiorno” o “buonasera”
  2. Mai augurare “buon appetito”, il cibo è solo il contorno piacevole ad una conversazione
  3. Non dire “cin cin” ad un brindisi, basta alzare i calici con un piccolo e discreto cenno
  4. Non negare mai il sorriso
  5. Trovare il proprio stile

In breve

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