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22. 05. 2022 18:15

Corteo 25 aprile a Milano: contestati Draghi e Letta. Sala: «Unica divisione è tra antifascisti e non»

La diretta del corteo per la festa della liberazione

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Corteo 25 aprile a Milano molto vivo e pieno anche di contestatori, quello che ha riempito le vie della città oggi, in concomitanza della Festa della Liberazione. Le persone, per strada, divise tra chi canta “Oh bella ciao” e chi invece contesta un po’ tutte le autorità politiche, presenti e non. Presi di mira, infatti, tra gli altri anche Enrico Letta, segretario nazionale del Partito Democratico, etichettato come servo della NATO. Ma anche Mario Draghi, verso il quale sono apparsi striscioni molto pesanti.

Corteo 25 aprile a Milano in diretta 

Il corteo 25 aprile a Milano è sfilato per le zone più rappresentative della città, da Porta Venezia fino al centro di Milano, fino a quella piazza Duomo sede dei discorsi istituzionali. In piazza anche bandiere della Nato, dell’Ucraina, dell’Unione europea e degli Stati Uniti, portate dai gruppi Istituto Liberale, Amici di Israele. Tutti al grido di abbasso la schiavitù e la guerra. Salvo poi proseguire: «Non un solo uomo, né soldi per la guerra — cantano in coro — fuori la Nato dalla nostra terra. Fuori il Pd dal 25 Aprile. Letta servo della Nato». La risposta di Enrico Letta: «Questo corteo è casa. La Costituzione è casa nostra, l’antifascismo è casa nostra. Questa è la democrazia. Rispetto quello che dicono ma siamo convinti che stiamo facendo le cose giuste».

Anche l’Ucraina presente al corteo

Folta la rappresentanza ucraina al corteo, con slogan anche nella lingua di Kiev; mentre all’Anpi, per bocca del suo presidente, Gianfranco Pagliarulo, non è andata giù la presenza di bandiere Nato e Stati Uniti: «Inopportune. Le contestazioni al Pd? Un grave errore».

Corteo 25 aprile a Milano

In campo anche il sindaco Beppe Sala

Molto più pragmatico il discorso del sindaco di Milano, Beppe Sala: «Non ci può si dividere sul 25 aprile, che è alla base della nostra democrazia. Certo, bisogna accettare un po’ di dissenso purché limitato. La contestazione alla Nato secondo me è folle». Con chiaro riferimento allo striscione contro il premier Mario Draghi, la Nato e il Pd è apparso a Porta Venezia: «No Draghi, No Nato, No Pd. Guerra agli aggressori».

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