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11. 05. 2021 06:04

Covid, Pregliasco: «AstraZeneca è sicuro»

Parla il virologo milanese Fabrizio Pregliasco: «Rischi in linea con Pfizer e Moderna»

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Lo stop precauzionale all’impiego del vaccino anti-Covid di AstraZeneca è stata di fatto «una decisione politica». Non ha dubbi il virologo dell’università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco.

Secondo l’esperto, l’iniziativa della scorsa settimana è stata «presa per resettare in qualche modo una serie di iniziative più o meno sparse, forse in gradi di causare maggiore confusione rispetto a uno stop unico.

Una scelta fatta con l’obiettivo di azzerare le fughe dalla vaccinazione». Per questo l’Agenzia europea del farmaco non ha potuto fare altro, se non prendersi del tempo per approfondire le segnalazioni di sospetti effetti avversi ricevute.

Esito positivo. Il risultato degli approfondimenti dell’Ema è stato favorevole, dimostrando che i benefici del vaccino superano di molto i rischi. Di qui la decisione di riprendere la campagna di immunizzazione in tutta la Ue.

Nonostante questo, Pregliasco muove un appunto su una modalità di comunicazione non eccellente da parte dell’ente regolatorio Ue. Per come è andata a finire la vicenda, osserva, «questa storia mette a rischio la percezione sulla qualità e la sicurezza del vaccino».

Prosegue Pregliasco, «forse l’Ema si è espressa non al meglio nel lasciare margini di interpretazione relative agli eventi trombotici estremamente rari per i quali l’Agenzia ha chiarito di non poter escludere al momento con certezza un nesso causale con la somministrazione del vaccino».

Comunicazione sbagliata. Una modalità di informazione un po’ discutibile, secondo il virologo, che ha determinato per esempio «la possibilità per la Francia di mettere un elemento di precauzione all’impiego del vaccino di AstraZeneca, rovesciando il limite di utilizzo inizialmente indicato anche in Italia preferenzialmente per gli under 55 e fissandolo ora dai 55 anni in su».

Nel complesso, quindi, «questa storia rischia di rovinare la percezione di qualità e sicurezza del vaccino. Avrebbero fatto meglio – conclude il medico riferendosi all’Ema – a scrivere che questi rarissimi episodi di trombosi rare dopo la vaccinazione AstraZeneca sono stati in linea con quelli osservati per i vaccini di e Moderna, che nelle casistiche anglosassoni hanno avuto dati simili».

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