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21. 05. 2022 20:37

Fulvia Salvi racconta MediCinema: «Il nostro grande schermo è terapeutico»

Aperta una sala di proiezioni all’Ospedale Niguarda: «I film costituiscono una importante occasione per socializzare e stare a contatto con altre persone»

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Proiezioni cinematografiche a scopo terapeutico. E’ l’obiettivo di MediCinema, onlus fondata nel 2013 sul modello di Medicine UK, charity attiva dal 1996 con sede a Roma, attiva anche a Milano. A differenza del modello inglese MediCinema Italia s’impegna ad aiutare i propri pazienti affetti da diverse patologie neurologiche e croniche da un punto di vista, oltre che ludico, soprattutto medico e scientifico.

I progetti avviati dall’associazione sono tutti volti al sostegno, non solo delle persone affette dalla malattia, ma anche dei famigliari degli stessi. Proprio all’interno dell’Ospedale di Niguarda di Milano è stata costruita una capiente sala di Cineterapia sensoriale con poltrone specifiche per interventi di tipo neurologico. Possono accedere alla struttura anche pazienti a letto o in sedie a rotelle. La terapia consiste nel far visionare ai pazienti dei cortometraggi realizzati appositamente da esperti del mondo cinematografico.

La ricerca viene svolta anche nei confronti di bambini affetti da malattia neuromuscolare e in ragazzi con disagi e devianze come disturbi comportamentali e abusi. «Il cinema costituisce anche un importante occasione per socializzare e stare a contatto con altre persone», spiega Fulvia Salvi, ideatrice di MediCinema Italia.

Il progetto Medicinema raccontato da Fulvia Salvi

medicinemaCome è nata l’idea di portare MediCinema nel nostro Paese?

«MediCinema fonda la sua filosofia sul principio che il cinema e i film possano diventare a tutti gli effetti degli strumenti scientifici e terapeutici utili ed efficaci per alleviare la sofferenza fisica e mentale dei pazienti affetti da malattie e disturbi di varia natura clinica. I pazienti che hanno partecipato al nostro protocollo ci hanno riferito che il cinema costituisce anche una importante occasione per socializzare e stare a contatto con altre persone. Questo per noi significa molto poiché i nostri pazienti spesso sono costretti a lunghi e duri periodi di degenza».

Quali sono i benefici della cineterapia?

«I benefici che abbiamo riscontrato nei nostri pazienti sono stati di tipo sia fisico che psicologico. È stata dimostrata una diminuzione del dolore ed è stato rilevato anche un importante miglioramento delle condizioni di stress e ansia. La ricerca scientifica ha più volte dimostrato che lo star bene psicologicamente incide in maniera concreta e tangibile anche sul benessere fisico. I ricercatori hanno, infatti, ci spiegano che quando si provano gioia e felicità, nel nostro organismo avvengono delle reazioni chimiche come il rilascio di endorfine e catecolamine ed una diminuzione del colozolo».

Sono terapie personalizzate?

«Il modo in cui trattiamo la cineterapia e la multisensorialità rappresenta una vera e propria innovazione nell’assistenza sanitaria, nel welfare e nei percorsi riabilitativi. Per noi è fondamentale che i pazienti si sentano parte integrante della società nonostante le molte difficoltà a cui devono andare incontro all’interno di un ospedale. È importante ricordare ad ogni persona che ogni paziente è una persona con la propria individualità e con le proprie personali peculiarità ed esigenze. Infatti, tutti i protocolli sono studiati e costruiti sulle specificità del problema di ogni paziente pensando proprio alla sua unicità».

Nella città di Milano sono attivi altri progetti al momento?

«Sì, oltre al lavoro in strutture ospedaliere come il Niguarda, seguiamo i nostri pazienti anche all’esterno, proprio perché riteniamo fondamentale mantenere una continuità in questo tipo percorso. Anche durante il lungo periodo del lockdown abbiamo sfruttato tecnologie come lo streaming grazie al quale abbiamo potuto continuare a fornire il nostro sostegno ai pazienti anche a distanza. Abbiamo deciso di portare la cineterapia anche attraverso dei laboratori di cinema all’interno di case di cura, centri sociali e centri post degenza, perché riteniamo che i film rappresentino un ausilio terapeutico davvero importante, utile e allegro».

Medicinema, il progetto Ciak

Medicinema Italia ha dato avvio nel gennaio 2020 anche ad un altro importante progetto, intitolato “Ciak, curarsi insieme con il cinema creativo”. L’iniziativa è coordinata dal Centro di neuropsicologia cognitiva del Grande Ospedale di Niguarda di Milano ed in collaborazione con la fondazione Don Gnocchi e la Cineteca Italiana di Milano.

Il progetto prevede un monitoraggio sui Caregivers di pazienti affetti da malattia di Alzheimer e pazienti di primo stadio. Medicinema in questo modo ha voluto rendere partecipi del progetto anche le famiglie dei malati poiché il percorso che devono affrontare è molto tortuoso e psicologicamente difficile. La metodologia clinica utilizzata dagli esperti viene applicata attraverso la proiezione di una produzione filmica specifica per lo scopo affinché ogni paziente riceva l’adeguato trattamento.

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