funghi
funghi

Ogni anno in Italia circa cinque persone su centomila sono vittime di un’intossicazione da funghi. Si tratta dello 0,25% delle esposizioni a sostanze tossiche nell’uomo. Ecco perché è assolutamente sconsigliato raccogliere e mangiare questi alimenti senza il preventivo controllo di commestibilità da parte dell’Ispettorato micologico della Ssl. Con la stagione della raccolta ormai alle porte, è fondamentale seguire le regole giuste per gustare i funghi in tutta sicurezza.

VIA ALLA RACCOLTA • È proprio fra settembre e ottobre – mesi in cui nei boschi italiani, compresi quelli lombardi, è possibile trovare praticamente tutte le specie di funghi – che aumentano le segnalazioni di intossicazione o avvelenamento, anche a causa dell’intensificarsi dell’attività dei cosiddetti esperti fai da te, che raccolgono e mangiano questi alimenti talvolta senza sottoporli ai dovuti controlli. Ingerire il fungo sbagliato può però essere molto rischioso, ricordano gli esperti. La maggior parte delle intossicazioni si risolve senza danni o con sintomi irrilevanti, ma in un piccolo numero di casi (39 l’anno, secondo il National poison data system americano) le conseguenze sono gravi.

CIBI PERICOLOSI • L’ingestione di alcune delle specie più pericolose (amanita phalloides, cortinarius orellanus, gyromitra esculenta) genera sintomi che si manifestano dopo molte ore (da 6 a 48), quando il danno agli organi interni si è già innescato. I più colpiti sono il fegato e i reni. Altri tipi di funghi possono invece provocare reazioni a breve latenza (fino a 6 ore) come disorientamento e convulsioni, o gravi sintomi gastro-enterici con possibili ripercussioni metaboliche. «Una buona parte di queste intossicazioni non è dovuta all’ingestione di funghi velenosi, ma a un uso scorretto di questo alimento. Spesso, infatti, i funghi vengono mangiati senza un’adeguata cottura, in cattivo stato di conservazione, in fase troppo avanzata di maturazione o in eccessiva quantità – ricordano gli esperti –. Un fungo commestibile non deve assolutamente essere mangiato se sono presenti segni di decomposizione, a causa di alcune proteine pericolose (putrescina, cadaverina e istamina) che si formano proprio durante la fase di maturazion o decomposizione».