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03. 03. 2021 10:25

Smart working e skin care: come salvare il viso da troppe ore di lavoro al pc

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Smart working, riunioni familiari via Zoom e Skype: in tempi di Coronavirus la tecnologia si sta rivelando un’alleata importante, per il lavoro e per la socialità. Ma, se da un lato è sicuramente utile, dall’altro, l’uso eccessivo di smartphone e computer non giova, nemmeno alla pelle. La cosiddetta “luce blu”, o HEV, infatti, è una radiazione luminosa che fa parte dello spettro solare come i raggi UV e IR e che, in maniera minore, è presente anche nei dispositivi elettronici che abbiamo sempre più spesso tra le mani. A contraddistinguerla dalle altre radiazioni dello spettro solare, è il fatto che si tratta di una luce visibile: la luce dei display rappresenta il 18% dei raggi HEV a cui la pelle è esposta ogni giorno.

A lungo termine le conseguenze dell’esposizione alle luci blu dei dispositivi sono simili a quelle di una scorretta esposizione al sole: discromie cutanee, photo aging, piccole linee e rughe, ma i danni provocati da una permanenza prolungata davanti allo schermo si possono notare anche a fine giornata: ambienti chiusi e sguardo fisso sullo schermo possono causare secchezza e affaticamento della zona perioculare.

Dunque, cosa fare? Innanzitutto assumere consapevolezza che prendersi cura della propria pelle aiuta a stare meglio, a mantenere un miglior equilibrio psico-emotivo e a scandire le ore in modo più produttivo. Mantenere una beauty routine regolare, quindi, è un toccasana sia per l’epidermide che per lo spirito. La prima regola da seguire è certamente “detersione”, fondamentale in ogni caso, mattina e sera, perché libera la pelle da sudore, sebo in eccesso e impurità comunque presenti nell’aria. Tale processo prepara al meglio la pelle a ricevere i trattamenti skin care successivi: calendula, camomilla, lavanda, olio d’oliva sono tutti ingredienti naturali, che possono favorire la pulizia del viso grazie alle loro proprietà. A quest’ultima, effettuata quotidianamente, si possono aggiungere scrub e maschere un paio di volte a settimana (gli ingredienti, combinati per rispondere alle esigenze di ciascun tipo di pelle, possono essere zucchero, miele, mandorle, limone, cocco, cacao, aloe vera, amido di riso, camomilla).

 

Smart working e skin care: come salvare il viso da troppe ore di lavoro al pc
Smart working e skin care: come salvare il viso da troppe ore di lavoro al pc

Il secondo step riguarda l’idratazione: le creme a base naturale, le acque termali e le essenze rientrano tra i prodotti più indicati per la cura del viso. Se la pelle è particolarmente secca, si può applicare un siero, così come un olio, sempre massaggiando delicatamente con movimenti rotatori fino al totale assorbimento. Ideale può essere una crema a base di tarassaco che ha proprietà detossinanti, il seme di moringa che protegge da stress ambientali e anche l’acqua di cocco, ricca delle vitamine del gruppo B, vitamina C e minerali antiossidanti che permettono alla pelle di rimanere giovane ed elastica. Il fiore di nasturzio e la vitamina E, inoltre, stimolano l’ossigenazione della cute e contrastano la formazione di radicali liberi. Infine, l’azione dell’olio d’oliva e dell’olio d’avocado contribuiscono a nutrire la cute. Se invece, tra una riunione e l’altra, c’è bisogno di un break, l’ideale è senz’altro un trattamento viso in grado di ‘coccolare e ricaricare’ la pelle in poco tempo, come una maschera azione idratante e rassodante, naturale ed efficace.

La zona perioculare è notoriamente la più delicata e in questo periodo può risentire maggiormente dello stress sia per via degli eccessi da vita digitale, sia per i disturbi del ritmo circadiano. Non bisogna dimenticare quindi di usare un prodotto per il contorno occhi defaticante, sia mattina che sera. Ottimi quelli a base di estratti naturali: per applicarli nel modo corretto è sufficiente ‘picchiettarli’ con l’anulare fino al completo assorbimento.

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