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01. 12. 2022 01:22

Vidas, quarant’anni di diritti e cure: «Servono nuovi modelli di cura per il territorio»

L'associazione presenta i nuovi progetti per la città e un festival culturale. Parla la direttrice Giada Lonati

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«Esistono pazienti inguaribili, ma non incurabili» da questa idea nasce a Milano nel 1982 VIDAS – Volontari Italiani Domiciliari per l’Assistenza ai Sofferenti, dal sogno di Giovanna Cavazzoni che porta avanti il diritto all’assistenza e alle cure anche per chi non può più guarire.

Oggi l’associazione, dopo 40 anni, conta 117 operatori sociosanitari e 288 volontari e ogni anno si occupa di oltre 2.300 pazienti, adulti e bambini, a domicilio e nei suoi hospice. Per festeggiare la ricorrenza verranno presentati tre progetti innovativi e un festival culturale INCONTRO. «Per il futuro mi aspetto che VIDAS continui a leggere i bisogni e offrire risposte ai pazienti», afferma a Mi-Tomorrow Giada Lonati, direttrice socio-sanitaria dell’associazione.

Vidas compie quarant’anni: intervista alla direttrice Giada Lonati

vidasCome nasce Vidas?
«Nasce 40 anni fa da un sogno di Giovanna Cavazzoni, la nostra fondatrice e presidente fino al 2016, fino a quando non è venuta a mancare e cioè quello di offrire cura anche a chi non può guarire, lei ha capito prima i bisogni che cambiavano. Noi siamo stati tra le prime organizzazioni ad assistere i malati non oncologici che, secondo la legge 38 del 2010, hanno diritto esattamente come i pazienti oncologici ad essere assistiti con le cure palliative nella fase ultima della vita».

Avete anche due strutture molto importanti sul territorio…
«Nel 2006 abbiamo aperto l’Hospice Casa Vidas, il più grande di Milano, dove ospitiamo pazienti che accanto a problemi clinici hanno anche problemi di tipo assistenziale. Dal 2015 poi è partito il progetto pediatrico che ha potato nel 2019 all’apertura di Casa Sollievo Bimbi, il primo Hospice pediatrico della Lombardia. Uno dei compiti principali che abbiamo in questo caso e che ha riguardato il 70% dei ricoveri di questi anni, è stato l’abilitazione genitoriale, il rendere i genitori capaci di assistere i bambini con un progetto clinico ed educativo».

Di cosa avete bisogno oggi per continuare il vostro lavoro al meglio?
«Sicuramente di sostegno economico, di ascolto da parte delle istituzioni con cui collaboriamo, che devono allinearsi con tutto il mondo delle cure palliative che oggi è cambiato. Necessitiamo anche di un lavoro attento dei media, abbiamo bisogno di un mondo della comunicazione più sensibile che possa valorizzare la complessità de nostri temi».

In cosa è cambiata l’assistenza domiciliare ai malati e che cosa si può fare di più?
«Ci siamo resi conto che abbiamo bisogno di nuovi modelli di cura sul territorio, di un’integrazione ospedale-territorio, di un’organizzazione e di una cultura ospedaliera diversa. Oggi non è possibile che i medici si laureino senza conoscere le situazioni dei pazienti, se si prescrive una terapia poi bisogna sapere che il malato potrà farla, questo richiede anche una preparazione diversa dei medici».

Che ruolo ha avuto Milano nel vostro percorso e nelle azioni di volontariato?
«Milano è una città con il cuore in mano, c’è una grande attenzione alla dimensione del volontariato e questo lo viviamo quotidianamente, c’è grande riconoscenza delle persone che abbiamo assistito e queste ci aiutano in vari modi. Vogliamo mettere a disposizione della città quello che abbiamo imparato per far sì che le realtà virtuose, possano crescere in tutte le parti di Italia. L’ultimo dei nostri progetti, Campus Vidas, nasce proprio dall’idea di fornire aiuto e sostegno per gli altri e questo può essere rappresentativo del modello Milano».

Associazione Vidas, i progetti

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Per festeggiare i suoi primi 40 anni VIDAS presenta tre progetti innovativi a Milano. Il primo si chiama “Cronici Complessi Fragili” e si rivolge ad anziani con patologie croniche, dimessi dall’ospedale a cui verrà assicurato un servizio di assistenza domiciliare con di una micro-équipe. E ancora: “Più vita agli anni” riguarda invece una cascina riqualificata per l’accoglienza di anziani malati, che devono affrontare anche difficoltà familiari, sociali e abitative. Infine, “Campus Vidas” è un incubatore di start-up a impronta sociale ed etica che metterà a disposizione di altre realtà del Terzo Settore l’esperienza e la competenza dell’associazione.

Vidas presenta il Festival INCONTRO

Dal 27 al 29 maggio

Teatro Franco Parenti di Milano

appuntamenti gratuiti con prenotazione obbligatoria per consultare il programma completo vidas.it

Stasera alle 21.00

21.00 omaggio alla fondatrice Giovanna Cavazzoni con Cristiana Capotondi e Saturnino

6×6 Incontrarsi sulle soglie con Alberto Mantovani, Laura Pugno, Gad Lerner, Vera Gheno, Silvia Boccardi e Romano Madera

Domani, sabato 28 maggio

15.00 Mettersi nei panni dell’altro, con Adolfo Ceretti e Giorgio Bazzega

16.30 La bellezza dell’incontro con Lidia Maggi e Giacomo Marramao

17.00 presentazione del libro Prendersi cura. Per il bene di tutti: nostro e degli altri di e con Giada Lonati e Ferruccio de Bortoli

domenica 29 maggio

10.30 Care emozioni con Christian Delorenzo e da Ilaria Gaspari

11.00-12-30 laboratorio Stavo pensando per i bambini dai 6 agli 11 anni con Stefania Casiraghi, Michele Luchetti e Anna Spiniella

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