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13. 07. 2020 00:07

75 anni del Centro Sportivo Italiano: «Ricostruiamo la cultura dal basso»

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Il sito ufficiale del Centro Sportivo Italiano si è messo a contare i giorni: 27.375. Sono quelli trascorsi dal 5 gennaio 1944 al 2019, 75 anni di impegno quotidiano a favore degli altri. Il “distaccamento” milanese festeggerà la stessa cifra solo nel 2021, essendo nato due anni più tardi, ma la realtà meneghina resta una di quelle più attive e importanti. Guidata da Massimo Achini, che dopo la presidenza a livello nazionale ha preso in mano il Csi Milano e continua con la medesima pervicacia a inseguire progetti.

Presidente, sappiamo che è in Cile proprio per uno di questi obiettivi.

«Una missione di “Csi per il mondo”. Dieci giovani italiani stanno facendo volontariato sportivo internazionale per tre settimane. In nove anni sono partiti più di duecento giovani per le periferie del mondo».

Cosa si aspetta per il Csi Milano in questo 2019?

«I grandi obiettivi sono quelli di rafforzare il rapporto tra sport e oratorio, sul quale abbiamo fatto grandi cose insieme alla Fondazione Oratori Milanesi e di dotare ogni società sportiva di un vero progetto educativo, sostenendone la vita quotidiana in un modo sempre più concreto. In più vogliamo affrontare il tema delicato e complesso “sport e genitori”, ad aprile uscirà un sussidio molto interessante. Ci prepareremo anche alla sfida che scatterà nel 2020 di avere in panchina solo allenatori abilitati da corsi di formazione».

Intanto il prossimo weekend vedremo i vostri bambini in tribuna a Inter-Sassuolo.

«Un’idea che ho promosso dopo una chiacchierata con l’assessore regionale Stefano Bolognini, è stato bello vederla accolta e trasformata in realtà. Ogni volta che succedono fatti come quelli di Inter-Napoli lo sport tradisce sé stesso. Serve il pugno duro contro i violenti e un sostegno concreto alle società sportive di base per generare una cultura dello sport sana».

Quale progetto la rende più orgoglioso tra quelli della sua presidenza?

«Ne abbiamo aperti tanti. Penso alla squadra del Beccaria, al primo campionato di baskin’, al progetto “Sport inside” con l’inserimento di 121 rifugiati nelle nostre società sportive, al Big Bang dello sport o alle Olimpiadi degli Oratori. Se proprio devo dirne uno cito la Winners Cup, il primo torneo per ragazzi usciti dai reparti di oncologia pediatrica, organizzato con SIAMO, FIAGOP e Inter. Da quest’anno ci saranno ospedali di Parigi, Londra, Madrid e altre città europee».


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