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03. 08. 2021 00:31

Elena Bertocchi si prepara alle Olimpiadi: «Più Tokyo, meno Milano»

Il solito annoso problema degli impianti ha portato Elena Bertocchi a migrare a Roma, in vista delle sue prime Olimpiadi: «Ora so che posso giocarmela»

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Quella è la porta d’ingresso al sogno di Elena Bertocchi. Sta a Tokyo, all’Acquatics Centre. E il trampolino da 3 metri lo rappresenta idealmente. È qui che tra poco più di un mese la milanese parteciperà alle sue prime Olimpiadi.

A parlare della voglia e delle ambizioni di Elena sono i risultati ottenuti, finora, nel 2021: terzo posto di coppia nella finale della Coppa del Mondo di Wuhan, che ha regalato il pass olimpico per la gara di sincro (insieme a Chiara Pellacani), oltre all’oro individuale da 1 metro e all’argento nel sincro 3 metri agli ultimi Europei di Tuffi a Budapest.

Bertocchi, la medaglia a Tokyo non è un’utopia. Ci crede?
«Difficile, ma non impossibile. Lì ci saranno le cinesi, ma siamo nel lotto delle contendenti per le medaglie».

Vi sentite un po’ le eredi della coppia Cagnotto-Dallapè, argento nel sincro 3 metri a Rio?
«Loro hanno vinto moltissimo: a noi basterebbe avvicinarci anche di poco a quello che hanno fatto. L’importante per me e Chiara è divertirci insieme. Poi prenderemo tutto quello che verrà».

Due anni fa agli Europei, nella gara da 1 metro, si ritirava per un infortunio. Adesso è campionessa europea. Cos’è cambiato in 24 mesi?
«Ad agosto 2019 mi sono dovuta ritirare per un problema alla schiena, il mese successivo ho deciso di trasferirmi a Roma per essere seguita h24 dal fisioterapista e dal preparatore atletico. Ho lasciato tutto per cercare di raggiungere un sogno, le Olimpiadi. Il dolore alla schiena c’è sempre, ma da quando sono a Roma riesco a tenerlo sotto controllo grazie a tutto il team che c’è dietro e mi controlla».

A Roma le strutture sono migliori rispetto a Milano?
«Io mi alleno all’Acquacetosa: la struttura è pazzesca e non manca di nulla, tutto in un unico posto. A Milano avevamo poco e tutto molto lontano. Milano è senza dubbio all’avanguardia, ogni volta che torno a casa c’è sempre qualche novità, ma quando penso all’impiantistica non vedo, per ora, alcun miglioramento. Si tratta di un aspetto molto penalizzante per tanti atleti milanesi che praticano sport ad altissimi livelli. Mi dispiace aver lasciato la mia città, ma adesso so che mi posso allenare molto di più e, soprattutto, mi sento seguita passo per passo».

 

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