hockey milano rossoblu
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«Una decisione ponderata, non un allarme o un canto del cigno»: il presidente dell’Hockey Milano Rossoblu, Pompeo Guarnieri, cerca di spegnere sul nascere critiche e visioni catastrofiche attorno al club milanese. Una dura e precisa presa di posizione, che di certo non permette di immaginare un futuro roseo, perlomeno a breve.

LA SITUAZIONE • Nei giorni scorsi il club, che milita nella prestigiosa Alps League, la lega di hockey su ghiaccio internazionale che vede coinvolte formazioni italiane, austriache e slovene, aveva annunciato la risoluzione dei contratti con i giocatori Verreault-Paul, Doucet, Selan, Brace e De Biasio: «La scelta di liberare i giocatori con gli ingaggi più alti è dettata solo ed esclusivamente dal fatto che la presente stagione risulta quasi totalmente compromessa da un punto di vista sportivo – ha ancora precisato il presidente Guarnieri –: si è deciso di risparmiare nel corso di questa stagione al fine di investire ancora più risorse, correggendo gli errori attuati quest’anno, per costruire un progetto, anche sportivo, più forte, più convincente e più vincente, nel futuro prossimo».

Continua pertanto il lavoro della squadra, che però già sa che giocherà le restanti gare di Alps League per nulla, nel disinteresse totale, compreso quello della dirigenza: «Questo non vuole essere una giustificazione, ma un richiamo a guardare al futuro con serenità: so di aver commesso una serie di errori e me ne dispiace, ma li ho fatti in buona fede».

LA «DELUSIONE» • Un panorama nel quale si inseriscono anche i tifosi, che per antonomasia sono una franchigia molto attiva ed esigente: «Per prendere parte a questa stagione sono stati fatti investimenti importanti – ricorda ancora Guarnieri –, ciò nonostante le prime contestazioni e critiche sono arrivate dopo un fatto imprevedibile quale la rottura dell’impianto».

E da lì, secondo Pompeo Guarnieri, è partito tutto: «Le direttive delle Forze dell’Ordine in materia di ordine pubblico hanno inasprito i rapporti con una parte di tifoseria organizzata che ha deciso di boicottare le partite del Milano. È stata una grande delusione». La soluzione? «Mi sono attivato per stringere accordi con gruppi organizzati di curve ultras tra le più importanti a livello nazionale, che si sono dimostrati disponibili a prendere in mano la situazione e far nascere una nuova realtà di tifo». Ma sarà davvero la soluzione giusta?


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