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02. 07. 2022 16:53

L’Inter licenzia tre magazzinieri 50enni, la Cgil ironizza: “Ma quanto pensate di risparmiare?”

E i lavoratori espongono lo striscione sotto la sede del club

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L’Inter licenzia tre magazzinieri e scoppia il caos, con i lavoratori che espongono un cartello sotto la sede della società ben chiaro: «Caro Zhang, i dipendenti non si toccano». Un’altra brutta pagina di non sport, per quella che attualmente è ancora la società campione d’Italia in carica, dopo il successo maturato a Maggio con Antonio Conte in panchina. La crisi economica che ha attanagliato il club, però, pare mietere vittime anche tra chi non guadagna milioni di euro all’anno, ma un semplice stipendio da magazziniere.

L’Inter licenzia tre magazzinieri, scatta l’ira della Cgil 

A supporto dei tre magazzinieri è scesa anche la Cgil di Milano, che dopo aver appreso la «conferma di voler licenziare tre dipendenti del suo magazzino centrale» da parte della società nerazzurra si è subito mossa chiedendo al club di ripensarci. I tre magazzinieri coinvolti, tutti oltre i 50 anni, sono stati sospesi dall’1 ottobre scorso, in quanto la società vuole «esternalizzare l’attività» a una società terza: «Nonostante i tentativi messi in campo dalla Cgil per trovare soluzioni alternative al licenziamento, come il reimpiego in altre mansioni, peraltro facilmente percorribile data l’esperienza polivalente dei lavoratori in questione – si legge in una nota diramata dalla stessa Cgil – l’azienda inspiegabilmente ha confermato di voler chiudere i tre rapporti di lavoro a partire dall’1 novembre, data di scadenza del blocco dei licenziamenti decisi dal Governo». 

Tre stipendi in meno contro milioni di euro di salario ai calciatori. 

Di certo fa sorridere pensare che l’azienda debba privarsi di tre stipendi irrisori, di fronte ai lauti introiti milionari che ogni anno vengono elargiti ai calciatori. Cosa ribadita, oltretutto, dalla stessa Cgil: «Considerando che la somma dei tre stipendi costituisce una minima frazione dello stipendio medio che l’Inter paga ai giocatori, che si tratta di persone ultracinquantenni, e che l’Inter ha sempre promosso valori come l’uguaglianza e la fratellanza, riteniamo questa decisione non accettabile e chiediamo all’Inter di tornare indietro nelle sue intenzioni». Lo striscione, messo sotto la sede dell’Inter direttamente dai lavoratori, probabilmente verrà esposto anche a San Siro quando per la prossima partita casalinga dei nerazzurri. Intanto la società ha chiuso il bilancio dell’esercizio finanziario 2020/2021 con una perdita pari a 245,6 milioni di euro.

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