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13. 07. 2024 20:56

Milano-Cortina, i ritardi aumentano e Malagò ammette: «È una corsa contro il tempo»

Dal Palasharp alla pista di bob: i problemi sono evidenti a tutti. Anche il numero 1 del Coni lo conferma

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Milano-Cortina, il tempo stringe. Lo ammette senza troppi fronzoli anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò. La Giunta Nazionale del Coni si è riunita ieri a Milano, all’interno di Casa Italia allestita ai Dazi in occasione dei Mondiali di scherma, guardando soprattutto ai Giochi Olimpici invernali per cui il tempo ora è davvero agli sgoccioli.

Milano-Cortina, i timori di Malagò

«Io sono un inguaribile ottimista, ma serve realismo. È una corsa contro il tempo. Prima non sapevamo quali fossero scelte e valutazioni, oggi sappiamo quali sono le cose chiare, seppur nella loro complessità», ha spiegato il presidente del Coni, in conferenza stampa dopo la Giunta. «A me preoccupa tutto quello che non dipende da noi, uno può essere responsabile delle azioni proprie. Dipende dal cantiere, dalla ditta che deve consegnare i lavori. Si deve rispettare il cronoprogramma ma non la possiamo gestire noi». In particolare, oggi l’ad della Fondazione Milano-Cortina, Andrea Varnier, farà il punto sulla situazione, mentre è in programma un incontro anche con il presidente del Consiglio, Gorgia Meloni, prima delle vacanze.

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Il 13 luglio scrivevamo

Mancano poco più di due anni alle tanto attese Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 e, considerati i tempi, i lavori dovrebbero essere già ad un buon punto. Eppure non è così. I ritardi, i rinvii e i rallentamenti sulla tabella di marcia sono chiari ed evidenti a tutti, tanto che spunta un’ipotesi che sta già facendo storcere il naso a tutti gli italiani: quella di trasferire alcuni giochi in Svizzera.

A che punto sono i lavori per Milano-Cortina?

I ritardi sui lavori di Milano-Cortina non si osservano solamente nei palazzetti del capoluogo lombardo (uno tra tanti il Palasharp), ma anche nella nota località sciistica. Giusto per fare un esempio, tutto sembra procedere a rilento per quanto riguarda la pista di bob a Cortina. Ma oltre a questi potremmo menzionare tanti altri casi.

Il punto però è sempre lo stesso: la probabilità che la nostra città non arrivi in tempo e preparata per Milano-Cortina 2026 è molto alta. E diventa sempre più alta ogni giorno che passa. A fare un punto della situazione oggi sono, in particolar modo, i giornalisti de Il Fatto Quotidiano. Essi non solo spiegano che non c’è quasi nulla di pronto, ma anche e soprattutto parlano dell’idea di spostare le Olimpiadi in Svizzera.

Milano Cortina 2026, Milano-Cortina

Qualora infatti i palazzetti e le varie piste non fossero completate entro le scadenze (cosa molto probabile, considerata la situazione attuale), si dovrà per forza proseguire con un piano B. Quale sarebbe? Secondo il giornale, la proposta sarebbe quella di spostare tutto all’estero. Gli occhi sono puntati in particolar modo su St. Moritz.

Qui l’idoneità olimpica è facilmente raggiungibile e non dovrebbero esserci particolari problemi economici. Tuttavia, dall’altra parte si rischiano degli ostacoli politici in quanto il presidente del circolo locale, lo svizzero Fritz Burkard, è il “rivale” nella federazione internazionale del nostro Ivo Ferriani.

Sebbene per il momento l’ipotesi del trasferimento di alcuni giochi in Svizzera non sia stata ancora confermata e si tratti comunque di un’indiscrezione, la notizia ha già fatto adirare i milanesi (che speravano e continuano a sperare in una riqualificazione di diverse aree della città), i veneti (entusiasti di accogliere un grande afflusso di turisti) e, più in generale, tutti gli italiani per questa ennesima possibile brutta figura.

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