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17. 01. 2021 06:13

Milano, l’appello di Humanitas: «Così non reggiamo neanche una settimana»

Antonio Voza, responsabile del reparto di medicina d'urgenza, fa il punto sulla situazione dell'Humanitas

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I pronto soccorso della città di Milano sono in piena crisi. A confermarlo anche le parole di Antonio Voza, responsabile del reparto di Medicina d’urgenza dell’Ircss Humanitas.

Le dichiarazioni. «Oggi l’Humanitas ospita 545 pazienti in totale – descrive Voza i preoccupanti numeri della struttura in un’intervista al Corriere -: 260 letti, quasi la metà, sono occupati da pazienti Covid, di cui 24 in terapia intensiva; 120 da pazienti oncologici o con patologie tempo dipendenti; 165 sono ricoveri “non Covid” che arrivano dal pronto soccorso. In 48 ore dall’apertura a fine settembre, abbiamo saturato completamente l’Emergency Hospital, che dispone di un pronto soccorso dedicato dove arrivano tutti i pazienti Covid. E da quel momento abbiamo già convertito sette reparti dell’ospedale in area Covid».

A preoccupare particolarmente è il ritmo di crescita dell’ondata di positivi, molti dei quali richiedono di essere ospedalizzati. «In questo momento viaggiamo attorno ai 130-140 accessi al giorno, di cui circa 50 per problemi respiratori – racconta il responsabile -. La criticità cresce giorno dopo giorno: due settimane fa, di questi 50 ne ricoveravamo 15 al giorno, oggi tra i 25 e i 30. Pre Covid eravamo sui 160 accessi quotidiani: oggi molti codici verdi, spaventati dal Covid, non arrivano».

All’ondata Covid si aggiungono anche i pazienti oncologici che non possono assolutamente essere trascurati. «L’Humanitas oggi è hub per Covid, stroke (gli ictus) e per il politrauma – ribadisce Voza -. Significa che, rispetto a marzo, dobbiamo mantenere i letti attivi anche per questi altri pazienti: il flusso Covid è parallelo al flusso di pazienti oncologici, cardiopatici, neurologici e con patologie croniche che tendono a riacutizzarsi».

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