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21. 01. 2022 18:40

Matteo Romano: «Sanremo Giovani è famiglia»

Inizia il nostro viaggio verso la finale della kermesse: «Proviamo a comprendere sempre noi stessi» afferma il cantante piemontese

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«Sto vivendo un percorso incredibile. Spero di godermi quest’avventura passo dopo passo». Classe 2002, Matteo Romano è uno dei finalisti di Sanremo Giovani (il 15 dicembre, in prima serata su Rai1) con il singolo Testa e Croce.

Nasci su Tik Tok. Com’è cambiato il tuo rapporto con i social?

«Da semplice divertimento si è trasformato in una professione a tutto tondo. Agli inizi del mio percorso mi sono sentito saturo, non sapevo come gestirla e mi è capitato di sentirmi sopraffatto dallo strumento che stavo utilizzando. Ora sto cercando di ascoltarmi di più».

Com’è nato l’inedito? È stata la tua prima sessione in studio insieme a Federica Abbate e Katoo…

«Abbiamo scritto e registrato il pezzo nell’arco di una giornata. È stato un processo organico. Con Federica e Francesco c’è stata chimica fin da subito: mi hanno capito e sono riusciti ad entrare nel mio mondo per poterlo raccontare al meglio».

È stato duro il processo di selezione per Sanremo Giovani?

«Diciamo che l’ho vissuto con tanta ansia. Sono una persona determinata, mi viene difficile pensare al fallimento e tendo ad essere severo con me stesso. Non mi ero mai ritrovato in una posizione così fragile. D’ora in poi voglio cercare di godermi ogni momento».

Oltre a Sanremo, è nei piani anche un disco?

«Posso dire che nell’ultimo anno non ho lavorato solamente a Testa e Croce. Sarebbe già un sogno arrivare all’Ariston portando un progetto di cui vado estremamente fiero».

Il tuo ricordo più speciale legato al Festival?

«Per me è sinonimo di famiglia. C’è un dettaglio in particolare che mi è sempre rimasto impresso: la famosa scalinata. Sogno di poter scendere anch’io quei gradini».

Un sogno nel cassetto?

«Cantare live. Concedimi è uscita durante il lockdown e non sono mai riuscito a portarla su un palco. Mi piacerebbe avere un riscontro diretto con i fan, per far conoscere a fondo un progetto che ritengo sia estremamente rappresentativo e mi racconti a fondo. Mi piacerebbe suonare anche all’estero».

Un consiglio che senti di poter dare ai ragazzi della tua generazione?

«Provate a comprendervi per stare bene con voi stessi. È il primo passo per vivere bene insieme agli altri. Lo dico anche a me stesso».

E ci sei riuscito?

«Ci sto lavorando…».

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