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29. 09. 2021 04:21

Gabriele Cirilli invita tutti a La maison du Cirill: «Vi ospito a casa mia»

Gabriele Cirilli invita tutti a La maison du Cirill sulla sua pagina Facebook

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Quindici date cancellate. Anche Gabriele Cirilli deve fare i conti con il lockdown che ha chiuso i cancelli di tutti i teatri italiani. Dalla sua casa a Monza, l’attore, originario di Sulmona, ha trovato il modo per tenersi sempre attivo.

 

La maison du Cirill, lo spettacolo da casa di Gabriele Cirilli

«Al momento sto lavorando alla regia del nuovo spettacolo di Arturo Brachetti – racconta Cirilli a Mi-Tomorrow –. Poi scrivo, propongo progetti alle televisioni e alle radio».

Ed è tanta anche l’attività in streaming.
«Sulla mia pagina Facebook porto avanti un progetto a cui credo molto. Si chiama La maison du Cirill ed è la versione da salotto del mio spettacolo Il cirque du Cirill. Tengo compagnia, anzi ci teniamo compagnia con gli spettatori, loro mi scrivono, ci sono rubriche e tanto altro. È impegnativo, ma mi sto divertendo tanto, vorrei trasformarlo in un format».

Si è avvicinato ancora di più al suo pubblico?
«Assolutamente sì, perché questo tipo di comunicazione è molto empatica nel senso che c’è uno scambio di emozioni diretto. Il pubblico ti scrive, tu rispondi subito. Prima c’erano altre forme di spettacolo, ora il web è diventato il primo modo di comunicazione».

Abbiamo visto anche un’operazione amarcord con i suoi precedenti lavori.
«Più che amarcord è un modo per far scoprire a chi non le conosceva alcune cose che ho fatto e farle riassaporare agli altri. Io non amo l’amarcord, credo che ricordare il passato deve solo essere utile per costruire il futuro».

In queste settimane cosa le manca maggiormente?
«A livello professionale il contatto col pubblico, quello diretto la famosa stretta di mano, l’abbraccio, il complimento, la standing ovation, respirare quell’aria mi manca molto. Per il resto invece ci ho guadagnato, mi sto godendo di più la casa, ho scoperto degli angoli che nemmeno conoscevo».

Come immagina la ripartenza?
«L’Italia è già ripartita, tanta gente è già uscita. Bisogna cominciare a convivere con questo virus in attesa di trovare una cura. Per quanto riguarda il teatro invece la situazione è più incerta. Il danno deve ancora essere metabolizzato per poter pensare a un ripartenza».

Da appassionato di calcio e tifoso juventino, il campionato deve riprendere?
«Il calcio può riprendere, a porte chiuse e tenendo tutti i protagonisti sotto controllo. Se togliamo anche lo sport è finita».

Tutti i giorni su facebook.com/GabrieleCirilli

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