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18. 05. 2021 22:43

Savethewall, una nuova opera per raccontare il Derby: «E se Ibra e Lukaku si abbracciassero?»

Il litigio tra numeri 9 nell'ultimo derby visto da Mr. Savethewall: «In un periodo così servono atleti che siano d'esempio»

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Bastano due lettere per cambiare un’immagine. Dalla paura di Fear alla giustizia di Fair, come fair play, il richiamo rivolto a Ibrahimovic e Lukaku da Mr. Savethewall. Al momento l’opera è esposta in studio, casa dei suoi lavori fino a quando i collezionisti non li richiedono. Niente muri per strada, niente street art.

Non per niente, ha scelto di chiamarsi Savethewall: «Ho una grande lente d’ingrandimento sulle derive della società – racconta a Mi-Tomorrow –. Osservo e trasformo dei sentimenti che mi colpiscono in immagini facili da far arrivare a tutti. In questo scontro tra Ibrahimovic e Lukaku vedo dei gladiatori che scendono nell’arena e il pubblico che vuole il sangue. Personalmente ritengo invece che il protagonista debba essere lo sport e non altro. Soprattutto se il richiamo mediatico è talmente alto da far diventare gli attori un punto di riferimento».

Che cosa racconta quest’opera?
«Il mio cervello ha trasformato uno scontro in un’immagine. Un airbag come il pallone ad attutire la testata, per un testa a testa sportivo. Pensa se Ibra e Lukaku si dessero una stretta di mano o un abbraccio prima della partita».

Cosa significa il derby per un artista?
«Io non ho una preferenza di squadra, seguivo il calcio con passione quando giocavano Altobelli e Oriali, piuttosto che Van Basten e Gullit. È come guardare la nazionale, è una partita che vedono tutti. Da ragazzino ero conteso dal fascino delle due squadre, ma non è scoccato l’amore per nessuna. Per questo non può essere minata da quel che è accaduto. Ne faccio anche un discorso da ex manager».

Ovvero?
«Dovessi fare un’analisi costi-benefici, uno scontro così non è interessante nemmeno mediaticamente. Viviamo un momento storico deleterio. Serve che i grandi diano l’esempio, che si sfidino come atleti, non come caproni».

Come sarà una (nuova) stracittadina senza coreografie?
«Tristissima. Faccio ricorso a un’esperienza personale: lo scorso ottobre ho dovuto cancellare una presentazione dei miei lavori per via della pandemia. Abbiamo venduto tutto lo stesso, ma non c’è stata la stessa soddisfazione che si può avere incontrando la gente che ama il tuo lavoro. Il derby sarà così: potrai vincere o perdere e mancherà comunque l’onda d’urto. È l’amore spiegato a chi non l’ha mai fatto».

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