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10. 04. 2021 13:14

Simone Cristicchi, da Sanremo al Manzoni: «Volate a teatro con me»

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Eclettico e inarrestabile. Simone Cristicchi è appena tornato da Sanremo, ma non ne ha mai abbastanza di raccontarsi al pubblico. E se il Festival gli ha regalato un’emozione grande con una canzone che ha superato ogni aspettativa, fino a domani lo troveremo al Teatro Manzoni con lo spettacolo Manuale di volo per uomo, ottanta minuti di un monologo che vuole essere un modo originale di aprire gli occhi e guardare con stupore e fascino le piccole cose.

Cristicchi si ricicla, si reinventa e si mette in gioco nella musica come nel teatro, ma non solo: il dolore trasformato in speranza, il senso della ricerca e la scoperta della felicità sono il file rouge anche nel suo documentario dedicato alla felicità, Happy Next, presentato al Manzoni proprio a margine dello spettacolo.

Partiamo da Sanremo: quinto posto e ben due premi in tasca. Ti aspettavi questo ritorno?
«Ci speravo molto. Speravo che la canzone sfondasse lo schermo e arrivasse al cuore delle persone e penso che ci sia riuscita. L’ho notato il giorno dopo averla cantata: qualcosa era cambiato e per me è stato come tornare alla sensazione avuta nel 2007 con Ti regalerò una rosa. Sono entrambe canzoni miracolose, canzoni che riescono ad andare oltre ogni aspettativa. La musica compie quasi sempre un miracolo. Oggi Abbi cura di me è entrata nelle scuole, che stanno facendo leggere e studiare questa canzone ai bambini».

E il teatro cosa rappresenta per te?
«Sono sempre stato affascinato da quegli attori che da soli riuscivano a farsi bastare al pubblico e ad intrattenerlo. Per me il teatro è stato un esperimento: mi sono buttato nei monologhi, come se fosse una nuova sfida con me stesso. Col tempo ho capito che quella poteva essere la mia dimensione e poi, con il tempo, sono arrivati i registi e tutto il resto».

E quindi com’è arrivato Manuale di volo per uomo?
«È la storia di un quarantenne che racconta la sua vita ad una madre morente. Una vita di solitudine, di dolore, che prende forma nel momento in cui viene raccontata, ma che è la sua vita. Nasce dalla mia storia: sono orfano di padre da quando ho 12 anni e questo lutto mi ha creato un dolore immenso. Per anni mi sono chiuso nella mia stanza a disegnare in maniera compulsiva, quasi autistica. Ho cercato di combattere il dolore con l’arte, inventandomi un mondo parallelo, che era il mondo della mia fantasia. Manuale di volo per uomo trasforma un dolore e lo sublima, lo innalza a qualcosa di positivo e di meraviglioso».

Con Happy Next sembri aggiungere un pezzetto di strada verso la comprensione della felicità.
«È così. Happy Next è un tentativo di rispondere alla domanda che tutti almeno una volta si sono posti: oltre 100 interviste per capire cosa sia veramente la felicità. L’ho chiesto a personaggi noti, sia dello spettacolo che di cultura, ma anche a gente comune. Il risultato è un documentario che vuole ascoltare e guardare alla felicità da tanti e diversi punti di vista. Aspetto di intervistare Papa Francesco e spero di riuscire a far trasmettere Happy Next per farlo conoscere a tutti».

E Milano cosa rappresenta per un romano come te?
«Significa Navigli. E significa sicuramente Alda Merini. Sono stato anche a casa sua ed ero molto legato a lei. A Milano non si può non pensare anche a Giorgio Gaber: il mio primo spettacolo Centro di igiene mentale richiamava sicuramente il teatro canzone di Gaber, poi ho trovato col tempo un mio linguaggio che è quello del musical-civile. Unisco il mondo del teatro, dove si racconta una storia, a quello del musical».

Fino a domani alle 20.45
Teatro Manzoni
Via Manzoni 42, Milano
Biglietti: da 16 a 27 euro + d.p.


www.mitomorrow.it

www.facebook.com/MiTomorrowOff/

In breve

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