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08. 08. 2022 18:47

Via Bolla: via alla riqualificazione, ma non si sa quando

Tanti gli abusivi presenti, si punta ad una normalizzazione che appare però complessa

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Via Bolla è famosa per essere una via di Milano, più precisamente nel quartiere Gallaratese, piena di abusivi. Stranieri, ma anche pregiudicati e persone senza alcun problema evidente che però ha deciso di occupare abusivamente le case popolari. Un problema nato ormai nei lontani anni ’90 ma che oggi, a distanza di quasi tre decenni, non ha ancora trovato una soluzione. Soluzione che, si spera, potrebbe arrivare presto.  

via rizzoli

Via Bolla, pronta la riqualificazione: ma quando?

Da più parti si dice che la riqualificazione di Via Bolla è ormai pronta a partire. Il risultato, però, se si passa da quelle zone, è che zingari e abusivi di ogni genere rimangono costantemente presenti nel giardino sottostante le abitazioni e nelle case stesse. Questo nonostante il piano di riqualificazione dei caseggiati Aler pare pronto a partire. O, perlomeno, questo è quello che ha annunciato Alessandro Mattinzoli, assessore regionale alla casa, in un’audizione in commissione insieme ai vertici di Aler.

Prima il censimento, poi il Superbonus (forse)

Per prima cosa bisognerà fare un censimento degli abusivi presenti, assieme a Comune di Milano e questura, con l’obiettivo di trovare un ricollocamento rapido per le famiglie fragili, quelle senza reddito o numerose. Poi, in un secondo momento, partiranno i vari progetti di rifacimento, per i quali si vorrebbe sfruttare anche il Superbonus. 

Le case interessate 

I caseggiati interessati di questo progetto sono due: uno comprende i numeri civici dal 26 al 36, per un totale di 88 alloggi di cui 18 occupati abusivamente, 53 con inquilini regolari e 17 sfitti. Il secondo, quello dei civici 38-40-42, conta 156 alloggi di cui 91 occupati abusivamente (oltre a 21 inquilini regolari e 44 alloggi sfitti). L’idea di Aler è diminuire il numero di alloggi, ingrandire i tanti bilocali presenti e farli diventare trilocali e quadrilocali e rifare facciate e altre parti. In molti, però, pensano che sia meno dispendioso economicamente abbattere il caseggiato e ricostruirlo.

Abbattere per ricostruire

Un’idea che già frullava in testa di Mario Angelo Sala, presidente di Aler Milano, nel 2017. Ma che non ha mai trovato sfogo pratico. Carmela Rozza, consigliera del Partito democratico: «Non si può aspettare la fine del censimento per stilare un progetto da appaltare. Occorre partire subito per poi poter procedere con le gare di appalto. Si deve tener anche conto del rischio di ritardi, dovuti alla difficoltà a reperire i materiali e imprese disponibili».

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