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29. 06. 2022 11:36

“Scarpette Rosse”: l’opera contro la violenza sulle donne danneggiata dai vandali

Elena Cerasetti: "Da autrice mi sento come vittima di un abuso, perché quei cartelli e quelle scarpe, per me, sono quelle donne uccise dai propri compagni, amici o parenti."

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L’opera “Scarpette Rosse”, inaugurata per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, è stata ripetutamente danneggiata da ignoti.

L’opera di Elena Cerasetti sulla violenza sulle donne: danneggiata 10 volte da ignoti

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, avvenuta ieri 25 novembre, era stata inaugurata l’opera “Scarpette Rosse” creata da Elena Cerasetti, drammaturga e volontaria dell’associazione Or.Me. (Ortica Memoria).

L’opera era stata installata lungo il Ponte dell’Ortica a Milano, presentava delle scarpette rosse incollate sulle pareti del ponte, a simboleggiare le donne vittime di violenza di genere, e dei pannelli a raccontare la loro storia.

I vandali, però, non si sono fatti attendere. L’opera “Scarpette Rosse” è stata danneggiata per ben 10 volte da ignoti, i quali hanno staccato le scarpette e imbrattato i pannelli che raccontano la tragica scomparsa delle vittime.

La dichiarazione dell’autrice sulla violenza sulle donne

“Purtroppo qui le telecamera non si possono mettere. Da autrice mi sento come vittima di un abuso, perché quei cartelli e quelle scarpe, per me, sono quelle donne uccise dai propri compagni, amici o parenti. Questa lunga serie di atti vandalici, che dura in modo continuativo dall’inaugurazione a oggi, è l’ennesima dimostrazione di quanto in questo paese permanga una mentalità fortemente patriarcale che, se si ha voglia di guardare, si rivela in molti aspetti della nostra vita quotidiana.

E non si tratta di appartenere a un certo ceto sociale o di essere poco istruiti. I carnefici sono spesso avvocati, medici, laureati, e abitano nel nord ricco, non nel sud povero: sono in Lombardia, in Emilia, in Veneto e in Piemonte. Sono i nostri padri, i nostri fratelli e i nostri mariti, e quelle sono le nostre figlie, le nostre sorelle e le nostre mogli. Per questo il problema ci riguarda“, afferma l’autrice sul tema della violenza sulle donne.

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