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09. 08. 2020 07:03

E la chiamano estate

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Questa estate molti milanesi, più degli anni passati, resteranno in città. Chi per necessità, chi perché non avrà le risorse per permettersi una vacanza, chi per paura di muoversi (una categoria di persone su cui si ragiona troppo poco, soprattutto in prospettiva futura).

 

Estate e vacanze

Se questo rappresenta certamente un problema, perché le vacanze sono un momento in cui staccare, in cui riprendersi un pizzico di spensieratezza, al tempo stesso abbiamo, come cittadini, una grande occasione. Quella di ritornare a vivere il nostro territorio. Una città fatta di tante cascine, tutte da scoprire, perché Milano è una delle città europee con la maggiore estensione di aree agricole.

Oppure spingendoci fuori porta, seguendo i corsi del Naviglio o della Martesana, scoprire paesi e paesaggi (come per esempio Cassinetta di Lugagnano, una vera perla a pochi minuti dal centro della città). O visitare le abbazie che si distendono lungo la direttrice della via Emilia. Una sorta di turismo a chilometro zero che può risultare piacevole, interessante e anche salutare.

 

Magari utilizzando la bicicletta per muoversi, o passeggiando per le vie della città senza una meta precisa. Il bello, del resto, di Milano, è che ha mille tesori nascosti, che ci devi proprio finire dentro per accorgertene, basti pensare a San Satiro, nascosta eppure così preziosa come testimonianza storica e artistica.

Non sarà certo come andare al mare o come fare un viaggio in una terra sconosciuta e/o esotica. Ma riappropriarsi in modo pieno del luogo in cui si vive può rappresentare un’esperienza altrettanto necessaria e utile per sentirci meglio, in una situazione di difficoltà, come quella che stiamo vivendo e attraversando.

In breve

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